Reti familiari più deboli e aiuti informali in crescita: Istat segnala meno legami con i parenti e più sostegno tra non conviventi

L’Istat fotografa nel Rapporto annuale 2026 un indebolimento delle reti familiari e una crescita della solidarietà informale, con più persone che aiutano chi non convive con loro e con un ruolo crescente anche nel sostegno digitale. Ecco un articolo in forma pronta per la pubblicazione.
Legami familiari meno fitti
Nel periodo 2003-2024 l’Istat rileva una riduzione delle persone con una rete fitta di relazioni con i parenti stretti non coabitanti, scese dal 44,4 al 35,2 per cento, mentre aumenta la quota di chi dispone di una rete più rarefatta, cioè senza parenti o senza parenti incontrati almeno una volta a settimana.
Il dato descrive una trasformazione dei legami di prossimità che riguarda la vita quotidiana di molte famiglie e incide sulla capacità di fare affidamento sulla parentela come primo livello di supporto. Il quadro resta coerente con una società in cui le forme familiari si diversificano e le reti di aiuto si riorganizzano fuori dalla sola coabitazione.
Solidarietà informale più ampia
Nel 2024 gli adulti che aiutano persone non conviventi salgono al 34,3 per cento, pari a oltre 17 milioni di persone, contro il 26,5 per cento del 2003, mentre le ore di aiuto crescono del 50 per cento e raggiungono 461 milioni in quattro settimane.
Gli interventi più frequenti riguardano compagnia, accompagnamento, ospitalità e supporto nelle attività domestiche, con una struttura della solidarietà che si estende oltre la famiglia nucleare.
Le differenze di genere restano visibili: gli uomini prevalgono nel lavoro extra-domestico, nelle pratiche burocratiche e nell’aiuto economico, le donne nel lavoro di cura, anche se nel supporto domestico il divario si riduce.
Famiglie fragili e aiuti pubblici
Le famiglie più esposte restano le principali beneficiarie dell’aiuto informale, con oltre il 52 per cento degli anziani soli di 75 anni e più e il 35,5 per cento delle famiglie con bambini coinvolte in qualche forma di sostegno.
Cresce anche il supporto digitale, che riguarda il 23,8 per cento di chi ha fornito almeno un aiuto e raggiunge il 40,1 per cento tra i giovani di 18-24 anni. Nel 2024 la quota complessiva di famiglie aiutate, includendo rete informale, enti pubblici e servizi privati, arriva al 27,2 per cento, mentre gli aiuti da enti pubblici o altre istituzioni interessano l’8,8 per cento delle famiglie, in aumento rispetto al 4,3 per cento del 2003.
Source link




