Corridomnia, assalto al bancomat ma i malviventi fuggono a mani vuote
CORRIDONIA La banda del bancomat torna in azione, ma stavolta resta a mani vuote. Ad essere preso di mira è stato lo sportello elettronico del Corridomnia, di proprietà della Banca di credito cooperativo di Recanati e Colmurano, che si trova lungo la passeggiata del parco commerciale. Nella notte di sabato, quando erano da poco passate le 3, i malviventi sono entrati in azione: nel mirino il bancomat – situato in una sorta di casetta – al cui interno si trova la cassaforte blindata.
Il raid
Subito gli autori del raid hanno messo fuori uso la telecamera di sorveglianza spruzzando uno spray per impedire la registrazione del colpo e la possibile individuazione degli autori da parte delle forze dell’ordine.
Poi hanno fatto esplodere lo sportello bancomat per tentare di raggiungere la cassaforte e mettere le mani sul denaro contenuto all’interno. Un’operazione durata pochi minuti, però tanto è bastato per far scattare l’allarme che ha fatto convergere rapidamente al parco commerciale Corridomnia una pattuglia di carabinieri, alla cui vista i malviventi sono immediatamente fuggiti per non farsi catturare. Una fuga a mani vuote, perché nel frattempo non erano riusciti a forzare la cassaforte, rimasta intatta.
Alla fine l’azione notturna della banda ha portato solo alla conta dei danni all’apparecchiatura del bancomat, visto che l’esplosione ha distrutto sia il monitor che la tastiera per digitare i numeri che gli utenti utilizzano per prelevare il contante. Naturalmente sono in corso le indagini da parte dei carabinieri della Compagnia di Macerata per risalire agli autori del fallito colpo al Corridomnia. Bancomat del parco commerciale che già ad agosto 2024 era stato oggetto di attenzione di malviventi, che anche in quella occasione erano dovuti scappare a mani vuote per l’intervento dei militari dell’Arma.
In quella circostanza due uomini con il volto coperto con il passamontagna fecero esplodere il bancomat con della polvere da sparo. La deflagrazione, però, non sortì gli effetti sperati: danneggiò la parte elettrica dello sportello elettronico, ma la cassaforte anche allora rimase intatta. Non appena constatato che il colpo non era andato a buon fine, i banditi scapparono a piedi, dirigendosi verso il fiume Chienti, dove forse ad attenderli c’era un complice a bordo di un’auto.




