Puglia

Condono edilizio, pensionata di Torre Rossa vince anche al Consiglio di Stato: “Oneri prescritti”


BRINDISI – Il Consiglio di Stato mette la parola fine a una vicenda che riguarda il contestato recupero degli oneri concessori legati al condono edilizio del 1986. Con la sentenza n. 4131 pubblicata il 21 maggio 2026, i giudici di Palazzo Spada hanno rigettato l’appello presentato dal Comune di Brindisi contro una pensionata residente a Torre Rossa, già vincitrice in primo grado davanti al Tar Lecce.

La controversia nasce nel 2021, quando Palazzo di Città aveva avviato una serie di richieste di pagamento nei confronti di residenti di Torre Rossa e di altri quartieri brindisini, relative agli oneri concessori per vecchie pratiche di condono. In diversi casi, secondo quanto denunciato dai ricorrenti, gli importi richiesti superavano addirittura il valore commerciale degli immobili interessati.

Fra questi anche il caso della pensionata brindisina, destinataria di una richiesta superiore ai 62mila euro. La donna aveva deciso di impugnare il provvedimento rivolgendosi al Tar Lecce che, con sentenza n. 74 del 19 gennaio 2024, aveva accolto il ricorso rideterminando l’importo dovuto in poco più di 5mila euro.

Il Comune aveva quindi deciso di proseguire la battaglia legale davanti al Consiglio di Stato. Ma i giudici amministrativi hanno dichiarato in parte improcedibile e in parte inammissibile l’appello dell’ente, accogliendo invece l’appello incidentale della ricorrente.

Secondo quanto stabilito nella sentenza, gli importi richiesti dal Comune risultano ormai prescritti. Inoltre, il titolo edilizio in sanatoria si sarebbe formato per silenzio-assenso. Una decisione che porta quindi all’azzeramento totale delle somme richieste alla pensionata.

Soddisfazione è stata espressa dall’avvocata Giacomina Picheo, che ha assistito la donna nel procedimento: “Vorrei ringraziare la cliente per la fiducia che mi ha accordato e la collega Rubina Ruggiero, che ha dato un sostanziale contributo alla causa già dal primo grado”.

La sentenza potrebbe ora avere importanti ripercussioni sulle numerose pratiche di condono ancora pendenti negli uffici comunali di Brindisi, aprendo la strada a nuovi ricorsi da parte di cittadini destinatari di richieste analoghe.

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