Toscana

Nuovo appuntamento con Balestro del Girifalco a Massa Marittima

Massa Marittima (Grosseto). Tutto pronto per dare il via al 132° Balestro del Girifalco, dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco, che si svolgerà domenica 24 maggio, alle 17.30, in piazza Garibaldi, a Massa Marittima.

Il giorno che precede la manifestazione, come è tradizione, è stato svelato al pubblico e ai Terzieri il palio che andrà al vincitore di questa edizione del Balestro. L’opera è stata realizzata dal pittore senese Tommaso Andreini, che ha partecipato al bando di selezione dei pittori indetto dal Comune. Questo è il secondo palio che viene disegnato da Andreini per il Balestro del Girifalco: il pittore, infatti, ha anche realizzato il drappellone del Balestro dello scorso agosto.

Il Balestruzzo

Intanto, in attesa del Balestro, venerdì sera Massa Marittima ha festeggiato i giovani vincitori del Balestruzzo (nella foto in basso), la gara di tiro con la balestra riservata ai più piccoli. La vittoria è stata portata a casa da Tommaso Poli Tuveri del Terziere di Cittavecchia, che ha conquistato il primo posto, seguito da Fabio Lazzoni, del Terziere di Borgo, arrivato secondo, e da Niccolò Quintavalle, del Terziere di Cittannova, terzo classificato.

Meravigliosa è stata l’esibizione dei ragazzi della Compagnia Sbandieratori e Musici. Insieme alle autorità cittadine, ha partecipato alla serata e alla cerimonia del sabato mattina anche il sindaco di Bernalda, Francesca Matarazzo, città gemellata con Massa Marittima, nel nome di San Bernardino.

Il Balestro del Girifalco

Le radici del Balestro del Girifalco sono antiche: diversi documenti del quattordicesimo e quindicesimo secolo testimoniano quanto fosse centrale l’arte della balestra a Massa Marittima nel Medioevo. Nel solco di questa tradizione, nella piazza di Massa Marittima, si rinnova lo spettacolare rito: 24 balestrieri (8 per Terziere) si sfideranno nel tiro con la Balestra per colpire il “corniolo” o “tasso”, un bersaglio posto a 36 metri di distanza, al centro di un grande girifalco, un rapace che simboleggia nemico. Vincerà il balestriere che riuscirà a conficcare la freccia nel punto più vicino possibile al centro del corniolo. Al balestriere vincitore andrà una simbolica freccia d’oro, mentre al suo Terziere verrà assegnato il drappellone. Ad aprire la gara sarà il grande corteo storico con i bellissimi abiti e le evoluzioni della Compagnia Sbandieratori e Musici, che ha rappresentato la città di Massa Marittima anche nella cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali.

“Il cuore della manifestazione resta la nostra bella piazza Garibaldi, che il giorno del Balestro si accende – commenta il sindaco Irene Marconi, tra il rullare dei tamburi, lo squillo delle chiarine e il turbinio di emozioni dei balestrieri che entrano nella piazza con la responsabilità di tirare, i massetani che partecipano con il loro tifo e i più giovani che assaporano la tradizione attraverso il Balestruzzo, un’intera città che si riconosce in un gesto antico, ma sempre nuovo. In quei giorni Massa Marittima non celebra semplicemente il passato, ma lo rimette in piedi, lo fa correre e vibrare nel presente”.

“Ogni Balestro è diverso aggiunge Stefano Martinozzi, rettore della Società dei Terzieri massetani – ed è il risultato di un grande lavoro preparatorio che coinvolge i Terzieri. Il balestriere non è mai da solo a vincere, ha sempre un popolo alle spalle, gruppi di persone che hanno lavorato per consentirgli di affrontare al meglio la sfida. Sarà una grande emozione per i massetani che vivono intensamente la competizione e che riescono ogni volta a trasmetterla al pubblico venuto ad assistere all’evento”.

Il palio

Il drappellone realizzato da Tommaso Andreini si sviluppa attraverso una suddivisione simbolica dell’opera nella dimensione terrena e spirituale. Quella terrena è rappresentata dalla parte bassa, dove protagonista è il saio di San Francesco con le 31 toppe, che secondo la tradizione furono cucite da Santa Chiara. Un’umile veste simbolo della radicale scelta di povertà del Santo. Sul petto arde un cuore di luce, che rappresenta l’amore, la spiritualità e la carità.

La parte superiore evoca la dimensione spirituale, raffigurando il volto di Francesco ormai prossimo alla morte, rivolto verso Gesù. “Sorella morte” non è vissuta da San Francesco  come la fine, ma come l’inizio della vita eterna.


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