le novità illustrate dalla giunta Masci
L’amministrazione Masci, con il sindaco Carlo Masci, il vicesindaco Gianni Santilli e la dirigente comunale di settore Roberta Pellegrino, ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda il prossimo anni scolastico negli asili nido cittadini. Ci saranno quattro nuove strutture in apertura: via delle Fornaci Bizzarri, via Santina Campana, via Lago Isoletta e via Rubicone con i posti che passeranno da 280 a 410, ma tre dei sette nidi attualmente operativi saranno chiusi per lavori.
Dei sette nidi attuali uno soltanto (La Conchiglia) è a gestione diretta, cioè del Comune, mentre gli altri sono da oltre venti anni tutti affidati all’esterno (e sono Il Bruco, Raggio di Sole, L’Aquilone, Il Gabbiano, Cipì, La Mimosa), con la gestione in scadenza il 30 giugno. La prossima settimana sarà pubblicato l’avviso per le iscrizioni e subito dopo sarà avviata dal Comune la procedura ad evidenza pubblica per individuare chi si occuperà, in coprogettazione con il Comune, della gestione dei nidi da settembre, per l’anno 2026/2027.
Il sindaco Masci ha sottolineato il lavoro approfondito svolto dagli uffici comunali per analizzare il sistema dei nidi, evidenziando che ogni bambino costa al Comune 952,49 euro al mese, per una spesa annuale di quasi 2,9 milioni di euro, a fronte di entrate di soli 595.000 euro. È stato quindi ripensato l’intero sistema, puntando su sostenibilità economica e organizzativa, ampliamento dell’offerta, contenimento dei costi per utenti e comunità, qualità dei servizi e tutela dei lavoratori.
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“Per questo abbiamo deciso di tenere conto e di sfruttare appieno, cosa che non era mai stata fatta prima d’ora, del “Bonus Inps”, una sorta di tesoretto grazie al quale le famiglie possono usufruire di un sostegno dallo Stato che arriva fino a un massimo di 3.600 euro annui. Proprio l’esistenza di questo bonus ci consente di rimodulare le tariffe, peraltro ferme al 2011, senza gravare sulle famiglie”. Le nuove rette, che entreranno in vigore a settembre, distinte in base alle fasce di reddito, saranno per la maggior parte (e in molti casi totalmente assorbite) dal rimborso che le famiglie ricevono dall’Inps e la quota reale a carico dei genitori sarà azzerata o comunque contenuta per quasi tutte le fasce.”
Le tariffe vanno da 150 a 580 euro al mese ma con il bonus Inps la quota a carico delle famiglie si riduce: ad esempio, per chi ha l’Isee da 0 a 8.000 euro, la quota finale a carico dei genitori è pari a zero, grazie al bonus Inps, da 8.001 a 15.500 euro di Isee la quota a carico dei genitori è zero (per i nati dopo il 2024) o di 7,27 euro (per i nati prima del 2024, come stabilisce la circolare Inps), per l’Isee da 15.001 a 40.000 euro la quota a carico dei genitori varia tra 22,27 euro e 272,73 euro, sempre al netto del bonus Inps, e poi c’è l’ultima fascia, oltre i 40.001 euro di Isee, con la quota a carico dei genitori di 443,63 euro (identica sia per i nati prima che dopo il 2024), al netto del Bonus.
La retta mensile comprende il servizio mensa e prevede uno sconto per i fratelli: il secondo figlio ha diritto a una riduzione del 25%, mentre i successivi al 50%. Per le famiglie fragili, sono previste misure di supporto transitorie, come aiuti economici temporanei tramite i servizi sociali (Pronto intervento sociale), per nuclei con Isee tra 0 e 8.000 euro, in attesa dei rimborsi Inps.
“Quello dei nidi è il primo esempio di cosa accade con i nuovi servizi offerti dal Pnrr”, ha fatto notare la dirigente. “Si raddoppia l’offerta sul territorio (a regime, con tutti i nidi aperti, i posti saranno 595) e logicamente aumentano il personale impiegato e i relativi costi per la gestione. Il Comune intende rendere i nidi fruibili a tutti, non solo alle famiglie fragili economicamente, che fino ad oggi sono state tutelate, ma anche quelle che hanno entrambi i genitori impegnati a lavoro, fino ad ora rimaste fuori e che adesso hanno possibilità di accedere. Quanto alla gestione, non si è mai parlato di privatizzazione, e non c’è stata alcuna delibera sul cambio di gestione, di competenza del Consiglio. Per il prossimo anno scolastico la formula sarà quella della coprogettazione e sarà un anno di passaggio: per il futuro – quando i posti saranno 595 – si valuterà cosa proporre al Consiglio, ma partiamo dal presupposto che già ora i nidi sono gestiti da soggetti esterni, solo uno è gestito direttamente dal Comune e il personale rimarrà al proprio posto, nel nido comunale”, ha concluso Pellegrino.
“Quanto ai bambini già iscritti, è garantita la continuità, hanno la priorità”, ha assicurato Santilli facendo notare che “a Pescara ci sono sempre state le liste di attesa mentre ora c’è la possibilità di eliminarle, soddisfacendo tutte le famiglie”.

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