Calabria

Chiesti 10 anni per l’agente penitenziario “infedele” di Crotone

Dieci anni di carcere in abbreviato li ha chiesti per Giuseppe Giaquinta, l’assistente capo della Polizia penitenziaria di Crotone accusato di infedeltà per aver ricevuto denaro dai detenuti in cambio di favori da garantire a loro. E altri 10 mesi di reclusione, sempre nell’ambito dello stesso processo col rito alternativo, li ha sollecitati per Roberto Foglia che deve rispondere, in concorso con Giaquinta, di induzione indebita a dare o promettere utilità. Mentre per i 14 imputati che hanno scelto l’iter ordinario ha proposto il rinvio a giudizio.
Si può riassumere così la requisitoria che ieri la pm, Rosaria Multari, ha esposto davanti alla Gup del Tribunale di Crotone, Elisa Marchetto, nell’ambito del procedimento nato dall’inchiesta della Procura sulle presunte condotte corruttive messe in atto da Giaquinta. Che – come si ricorderà – venne arrestato il 18 dicembre 2025 dalla Squadra mobile in quanto, negli anni 2022-2025, avrebbe agevolato l’introduzione nel penitenziario di Crotone di microcellulari, smartphone e pacchi fino alla concessione di colloqui aggiuntivi rispetto a quelli stabiliti e qualche soffiata su indagini in corso.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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