Sprint infuocata, prime scintille in casa Mercedes: nervosismo Antonelli contro Russell

Doveva essere una parata d’argento, si è trasformata nel primo, caldissimo cortocircuito generazionale in casa Mercedes. La Sprint Race del Gran Premio del Canada regala a Toto Wolff una parziale striscia di sorrisi grazie alla vittoria di George Russell, ma accende i riflettori su una rivalità interna esplosa prima del previsto. Sul terzo gradino del podio sale un Andrea Kimi Antonelli tanto veloce quanto furioso: l’impressione netta è che il bolognese avesse il passo per vincere, ma l’esuberanza e i nervi tesi gli sono costati almeno due punti e, forse, il bottino grosso. Tra le due frecce d’argento e la McLaren di Lando Norris (2°) si è inserito un duello rusticano che ridefinisce le gerarchie – e le tensioni – del team di Brackley. Quarto posto per l’altra McLaren di Oscar Piastri, che si tiene alle spalle le Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Solo settimo un opaco Max Verstappen, tallonato dal debuttante Arvid Lindblad.
La miccia si accende al sesto passaggio. Antonelli, sensibilmente più rapido del leader Russell, rompe gli indugi e tenta il colpaccio: attacco accattivante all’esterno di curva 1. Una manovra da applausi che però si scontra con l’esperienza dell’inglese. Nella curva verso sinistra, Russell tiene la traiettoria, accompagnando il compagno verso l’esterno, non lasciandogli lo spazio vitale. Antonelli finisce nell’erba, perde il ritmo e, complice l’adrenalina a mille, va lungo nella staccata successiva. È qui che il talento bolognese mostra i primi veri segnali di nervosismo, aprendosi in un team radio infuocato: “È stato scorretto, mi ha buttato fuori!”. La Direzione Gara non è dello stesso avviso.
Il forcing di Kimi si traduce in un boomerang. Con le gomme sporche e il fondo vettura probabilmente danneggiato dalle escursioni fuori pista, il 19enne subisce il sorpasso di Lando Norris. La reazione del bolognese è di puro orgoglio: nel finale tenta la fotocopia del sorpasso su Norris, ancora all’esterno di curva 1. Stesso copione, altro brivido sull’erba e seconda piazza definitivamente sfumata. A rimettere i cocci insieme ci ha dovuto pensare direttamente il team principal. Toto Wolff è intervenuto via radioper spegnere l’incendio prima che le dichiarazioni a caldo potessero incendiare il paddock: “Kimi, resta calmo. Ne parliamo dopo, ma in privato”. Un chiaro segnale di gestione protettiva verso il diciannovenne, ma anche un avviso ai naviganti.
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