Dal comico palestinese al regista esiliato: Cate Blanchett porta a Cannes 2026 i film che raccontano chi ha perso tutto
Cate Blanchett ha annunciato i nomi dei cinque registi selezionati per la seconda edizione del Displacement Film Fund, il fondo dedicato alla produzione di cortometraggi sulle storie di sfollamento forzato. L’attrice due volte premio Oscar, produttrice e ambasciatrice di buona volontà dell’UNHCR, ha presentato i nuovi beneficiari durante un panel al Festival di Cannes 2026, moderato da Clare Stewart, direttrice generale del Festival Internazionale del Cinema di Rotterdam.
I registi scelti per questa seconda fase sono Mohammed ‘Mo’ Amer, Annemarie Jacir, Akuol de Mabior, Bao Nguyen e Rithy Panh. Ciascuno di loro riceverà un finanziamento di 100.000 euro, circa 116.000 dollari, per realizzare un cortometraggio che debutterà in anteprima mondiale al Festival di Rotterdam nel 2027. Rithy Panh non ha potuto partecipare all’evento di Cannes perché attualmente impegnato in produzione.
Oggi una persona su settanta nel mondo è costretta a lasciare la propria casa a causa di conflitti, guerre o persecuzioni, configurando una crisi senza precedenti a livello globale. Proprio per questo, il Displacement Film Fund è stato lanciato ufficialmente lo scorso anno, dopo essere stato presentato al Global Refugee Forum dell’UNHCR, il più grande incontro mondiale dedicato alle sfide affrontate dai rifugiati e dalle comunità che li ospitano.
Blanchett ha espresso entusiasmo per i risultati della prima edizione del fondo:
“I nostri primi cortometraggi DFF sono stati accolti con grande entusiasmo sia dall’industria che dai nostri partner, sfidando le aspettative su come possono apparire sullo schermo le storie di sfollamento. Il corto è un mezzo fantastico per queste narrazioni e il modo in cui il pubblico si sta connettendo con i primi cinque film è straordinario” – Cate Blanchett.
Il processo di selezione si è articolato in due fasi. Durante la prima, un comitato, che includeva la giornalista e documentarista Waad Al Kateab, la regista Agnieszka Holland, il premio Oscar Ke Huy Quan e rappresentanti del Festival di Rotterdam, ha stilato una lista ristretta di candidati. Successivamente un comitato di selezione, presieduto da Blanchett e che comprendeva la produttrice Barbara Broccoli, l’attivista Aisha Khurram e il regista Mo Harawe, Maryna Er Gorbach, Hasan Kattan, Mohammad Rasoulof e Shahrbanoo Sadat, ha scelto i vincitori finali.
Mohammed ‘Mo’ Amer realizzerà Return to Sender, un cortometraggio che racconta la storia di un comico palestinese che, dopo aver ricevuto il documento di viaggio per rifugiati, intraprende il viaggio dei suoi sogni, ma in ogni nuovo paese deve affrontare ostacoli burocratici sempre più assurdi.
Annemarie Jacir dirigerà Deconstruction, ambientato a Haifa. Akuol de Mabior presenterà Traces of a Broken Line, una storia che esplora come la guerra spezzi una discendenza, costringendo una madre a preservare ciò che non può più tramandare.
Bao Nguyen lavorerà su How to Ride a Bike, che racconta di un padre rifugiato vietnamita che non ha mai imparato ad andare in bicicletta e cerca di insegnarlo al figlio.
Rithy Panh realizzerà Time… Speak, in cui un regista esiliato ritorna ai frammenti spezzati della sua memoria, per ricostruire attraverso il cinema una forma di vita in cui i desaparecidos continuano a parlare.
Blanchett ha concluso ringraziando Thierry Frémaux e il Festival di Cannes per il continuo sostegno alla causa: “Siamo grati di essere ospitati dal Festival di Cannes che continua a sostenere la nostra causa e a creare spazio per noi in questo celebratissimo raduno annuale del cinema“.
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