Abbiamo pensato che ci prendesse in giro, invece era lì, tra le foglie. L’abbiamo liberata in uno stagno
Bistecca e insalata per cena, per molti un ‘classico’. Solo che tra le foglie della lattuga appena comprata al supermercato, è spuntata una rana viva. È successo a Esperance, nell’Australia Occidentale, dove Rhys Smoker stava preparando la cena per i coinquilini quando si è accorto che nella confezione sigillata dell’insalata qualcosa si muoveva ancora.
La storia, raccontata inizialmente da ABC Australia e poi rilanciata da Associated Press, è diventata rapidamente virale. “Ha detto: ‘Bro, c’è una rana nella lattuga’. E noi abbiamo pensato che ci stesse prendendo in giro”, ha raccontato la coinquilina Laura Jones all’AP. Solo quando Smoker ha portato la busta in salotto i tre hanno capito che non era uno scherzo: nascosta tra le foglie c’era davvero una piccola rana verde viva.
La scena, a quanto pare, ha provocato più stupore che disgusto. “Ci siamo messi tutti a ridere”, ha raccontato Jones. Il coinquilino Billy Le Pine ha spiegato che il gruppo ha deciso di battezzare l’anfibio “Greg” prima di liberarlo in uno stagno vicino casa. E per salutare la rana hanno persino fatto partire Crazy Frog, un tormentone dance dei primi anni Duemila citato anche dall’ australiana ABC.
La lattuga era stata acquistata poche ore prima in un supermercato della catena Woolworths a Esperance. La società ha parlato di “episodio isolato”, spiegando di aver avviato verifiche con i fornitori e di aver già contattato i clienti coinvolti per scusarsi e offrire una nuova confezione di insalata.
Ma la storia ha avuto anche un seguito curioso. Intervistata dal Guardian Australia, l’esperta di anfibi Jodi Rowley dell’Australian Museum Research Institute ha spiegato che casi simili non sono così impossibili: rane e piccoli rettili in Australia finiscono talvolta tra frutta e verdura durante raccolta e trasporto. Secondo la biologa, “Greg” potrebbe appartenere alla specie delle cosiddette motorbike frogs, rane molto comuni nell’Australia Occidentale. Non solo: gli esperti hanno anche ricordato che, in situazioni del genere, gli animali non dovrebbero essere liberati immediatamente in natura ma affidati alle autorità ambientali, per evitare il rischio di diffusione di malattie tra anfibi provenienti da ecosistemi diversi.
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