Rapina, fuga e doppio gioco: il regista di Adolescence lavorerà al remake di un thriller anni ’70 con Steve McQueen
Netflix ha deciso di rivisitare uno dei thriller d’azione più iconici degli anni Settanta. Il colosso dello streaming ha messo in cantiere un nuovo adattamento di Getaway!, il film del 1972 che consacrò Steve McQueen come icona del cinema action e che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per il genere. A dirigere questa nuova versione sarà Philip Barantini, il filmmaker britannico reduce dal clamoroso successo di Adolescence, la miniserie che ha conquistato pubblico e critica diventando uno dei prodotti televisivi più celebrati dell’ultimo decennio.
La sceneggiatura sarà firmata da Peter Craig, nome di peso nell’industria hollywoodiana. Craig ha alle spalle crediti importanti come The Town di Ben Affleck, The Batman e Bad Boys for Life, dimostrando una particolare abilità nel costruire storie criminali dense di tensione morale e azione calibrata. Il suo coinvolgimento garantisce una struttura narrativa solida, capace di bilanciare la componente adrenalinica con quella psicologica. Craig non si limiterà a scrivere: produrrà il progetto insieme a Bryan Unkeless attraverso la loro società Night Owl Stories, la stessa che ha appena prodotto per Netflix l’acclamato adattamento di Remarkably Bright Creatures.
Il film originale, uscito nel 1972, vedeva Steve McQueen e Ali MacGraw nei panni di una coppia alle prese con un colpo impossibile. Lui è un ex detenuto costretto a rapinare una banca texana come condizione per ottenere la libertà. Lei è la moglie che lo affianca in un’impresa che si trasforma rapidamente in incubo. Dopo un tradimento letale, i due si ritrovano braccati da criminali traditi, poliziotti e killer violenti, costretti a una fuga attraverso un Texas arroventato dal sole e dalla violenza. La regia era di Sam Peckinpah, maestro del cinema macho e visionario dietro capolavori come Il mucchio selvaggio, mentre la sceneggiatura portava la firma di Walter Hill, che avrebbe poi diretto classici action come I guerrieri della notte e 48 ore.
Il film si basava sul romanzo del 1958 scritto da Jim Thompson, autore pulp noto per le sue storie nere e senza redenzione. Nel 1994 era già stato tentato un remake con Alec Baldwin e Kim Basinger, accolto tiepidamente e presto dimenticato. Questa nuova versione ambisce evidentemente a qualcosa di diverso, puntando su un’identità autoriale forte e su un approccio visivo che potrebbe rileggere il materiale originale attraverso una sensibilità contemporanea.
Il remake dimostra la volontà di Netflix, di continuare a investire su proprietà intellettuali consolidate, rileggendole con sguardo moderno e affidandole a talenti emergenti o in ascesa. Ora la palla passa a Barantini, che dovrà interpretare a modo suo la brutalità e il cinismo del materiale originale, e riuscire a infondere in questa storia di criminalità e redenzione mancata quella stessa intensità emotiva che ha caratterizzato i suoi lavori precedenti.
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