Maldive, le indagini entrano nel vivo: sequestrati pc e telefoni di Monica Montefalcone e degli altri sub

Genova. Mentre sull’atollo di Vaavu gli speleosub di Dan Europe concludono le operazioni mare – dopo aver recuperato tutti i corpi si sono concentrati sulla pulizia del sito e sulla mappatura della grotta – a una settimana dalla tragedia di Alimathaa le indagini entrano nel vivo.
Su disposizione della procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo al momento contro ignoti, la squadra mobile di Genova, diretta da Antonino Porcino, ha sequestrato i pc, i telefoni, le chiavette e un hard disk della professoressa Monica Montefalcone e delle altre vittime dell’incidente.
I vari device elettronici sono stati riportati in Italia da Stefano Vanin, professore associato di Zoologia presso l’Università di Genova, che si trovava sulla Duke of York nell’ambito di un progetto di ricerca entomologica. Il docente è stato convocato in questura dove ha portato tutto il materiale dei cinque sub e lo ha consegnato agli investigatori. In procura a Genova è stato aperto un fascicolo definito tecnico per potere ottenere la convalida del sequestro. Tutto sarà poi inviato nella capitale.
Sono ancora alle Maldive, invece, nelle mani nelle autorità locali – che a loro volta hanno aperto un’inchiesta – le Gopro, gli orologi e il resto dell’attrezzatura recuperata addosso alle salme dal team di Dan Europe. La speranza è che quei dispositivi possa aver salvato, immortalato, qualche elemento che possa contribuire a fornire risposte sull’immersione: video, andamenti della respirazione, spostamenti.
La squadra mobile di Genova, sempre oggi, ha anche sentito alcuni responsabili del dipartimento Distav, dove Monica Montefalcone insegnava, Muriel Oddenino lavorava con un assegno di ricerca e Federico Gualtieri si era da poco laureato. Nei giorni scorsi l’Università aveva detto che solo le prime due erano alla Maldive con un progetto autorizzato e che le immersioni non erano ammesse nell’ambito di quel progetto ma solo a titolo personale. Sulla barca Duke Of York c’erano anche alcuni studenti e dottorandi che svolgevano attività ma con la professoressa Montefalcone, ha sottolineato ancora l’ateneo, sempre a titolo personale.
Non è escluso che nei prossimi giorni la squadra mobile possa raccogliere anche le loro testimonianze per ricostruire la dinamica delle immersioni, le condizioni di sicurezza a bordo e le procedure adottate dall’equipaggio nelle fasi immediatamente precedenti e successive alla tragedia.
Parallelamente, la Procura di Busto Arsizio, su disposizione dei colleghi capitolini, ha delegato l’esecuzione della prima autopsia sul corpo dell’italiano rientrato a Malpensa nei giorni scorsi: l’esame verrà effettuato la prossima settimana da Luca Tajana dell’istituto di medicina legale dell’Università di Pavia. Le altre salme potrebbero arrivare in Italia già domani.




