Appalti in cambio di cene e regali, la procura chiede di arrestare il super dirigente di Questura e Prefettura

Genova. Il decreto di pensione cita come ultimo giorno di lavoro venerdì 22 maggio, ma domani giovedì 21, l’ex dirigente della Questura di Genova e poi della Prefettura Fernando Colangelo, difeso dall’avvocato Antonio Rubino, dovrà presentarsi davanti alla gip Elisa Campagna per l’interrogatorio preventivo, dopo che la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere per aver affidato ad imprenditori amici una serie appalti pubblici in cambio di cene a base di gamberoni e pesce pregiato, lavori a casa di famigliari e vini pregiati. I lavori riguardavano la stessa Questura di via Diaz, alcune caserme e la gestione dello stabilimento balneare della polizia di Stato a Quinto.
Con lui, dovranno presentarsi davanti alla giudice anche il sovrintendente di polizia Mario Arado (anche per lui la pm Patrizia Petruzziello ha chiesto il carcere, e cinque imprenditori per i quali sono stati chiesti i domiciliari. Si tratta di Caterina Ghio, Marco Deriu, Andrea Badalacco, Giovanni Carbonaro e Paolo Bocconi.
Dell’interrogatorio e soprattutto della richiesta di arresto gli indagati – che avevano subito perquisizioni nell’ottobre di due anni fa – hanno saputo solo lunedì e per questo domani faranno probabilmente solo brevi dichiarazioni spontanee visto che non c’è stato il tempo materiale per esaminare la gran mole degli atti dell’inchiesta condotta dalla guardia di finanza.
L’arresto la pm l’aveva chiesto otto mesi fa sostenendo che nonostante la nuova legge preveda l’interrogatorio preventivo c’era il rischio di inquinamento probatorio e per questo l’arresto doveva avvenire senza ‘avvisi’. La gip Elisa Campagna invece ha stabilito che quel rischio non c’è, anche perché le indagini – già prorogate due volte – devono in ogni caso essere chiuse entro inizio giugno e ha fissato gli interrogatori.
Per l’accusa c’è soprattutto il rischio di reiterare il reato e sarà proprio questo il nodo da sciogliere per la giudice per decidere sugli arresti. Colangelo infatti, che all’epoca delle perquisizioni era Dirigente dell’Ufficio amministrativo contabile della Questura di Genova al momento della richiesta di arresto era stato trasferito in prefettura come dirigente dell’”Ufficio contabilità, gestione finanziaria, attività contrattuale e servizi generali”. Un incarico ad alto rischio “perché ha un potere di spesa addirittura maggiore rispetto al precedente incarico” ha scritto la pm Petruzziello. In realtà poco tempo dopo Colangelo era stato trasferito a Imperia a dirigere l’ufficio personale. Adesso, come accade sempre in questi casi sta smaltendo le ferie arretrate e tra pochi giorni sarà in pensione. “Riteniamo per questo che non ci sia più nessuna esigenza cautelare” dice l’avvocato Rubino.
Anche Arado, nel frattempo trasferito alla Questura di Savona, è assegnato all’ufficio personale, quindi senza più possibilità di intervenire su appalti e forniture.
Stessa situazione per uno degli imprenditori che aveva ottenuto in gestione i servizi di ristorazione dei bagni della polizia di Stato a Quinto attraverso la “P&G Food Service” prima e “La Palapa”. “Carbonaro nel frattempo ha cambiato attività – spiega il suo avvocato Alessandro Vaccaro, che difende anche l’ex socio Bocconi – quindi non c’è alcun rischio di reiterazione del reato e nemmeno di inquinamento probatorio visto che ci è stato sequestrato tutto quello che gli inquirenti ritenevano utile alle indagini”
I due imprenditori domani certamente si avvarranno davanti alla giudice. “Siamo disponibili a rispondere ma ci riserviamo di farlo più avanti – spiega il legale – vista la mole di atti depositati che non abbiamo avuto il tempo ancora di poter studiare”.




