Horeca 2026: il mercato beverage recupera sul 2025 ma resta sotto i livelli del 2024

Dopo un 2025 chiuso con un assestamento appena positivo a valore e una flessione a volume, il sell-out dei distributori beverage verso il canale Horeca torna a crescere nei primi tre mesi del 2026. Il dato, elaborato dal Data Warehouse del consorzio CDA – sistema di business intelligence che monitora le performance dei grossisti di bevande verso più di 60.000 punti di consumo tra bar, ristoranti e locali serali, su oltre 53.000 referenze, e condiviso con Osserva Beverage – registra nel primo trimestre 2026 una crescita del +6,0% a valore e del +1,7% a volume rispetto allo stesso periodo del 2025.
Numeri che vanno letti però in controluce. Il confronto con il primo trimestre 2024 resta negativo, con un calo del -1,1% a valore e del -3,4% a volume. Il recupero c’è, ma il mercato non ha ancora ritrovato i livelli pre-2025, soprattutto sul fronte delle quantità consumate.
Aperitivi, superalcolici ed energy drinks trainano la crescita
Le categorie con le performance migliori nel primo trimestre 2026 confermano e accelerano i trend già emersi nel corso del 2025. I superalcolici crescono del +11,6% a valore e del +10% a volume rispetto al 2025, gli aperitivi e vermouth del +7,4% a valore e del +6,5% a volume, gli energy drink del +6,9% a valore e del +10% a volume.
A differenza dei dati complessivi, queste tre categorie risultano in crescita anche nel confronto con il 2024: aperitivi e vermouth segnano +8,2% a valore e +8,6% a volume, energy drink +13,2% e +17,9%, mentre i superalcolici limitano la flessione biennale a -1,5% a valore e -2,8% a volume. Sono le categorie più direttamente legate alla mixology, all’aperitivo e alle occasioni di consumo più esperienziali, che dall’analisi CDA risultano i principali motori del fuori casa.
In controtendenza i succhi di frutta, in calo del -4,7% a valore e del -6,8% a volume rispetto al 2025. Rispetto al 2024 la categoria perde l’11,9% a valore e il 13,4% a volume: una traiettoria che, se confermata, configura un’erosione strutturale più che una flessione congiunturale.
Le birre chiudono il primo trimestre con +6,1% a valore e +5,4% a volume sul 2025, ma restano sotto il 2024 (-2,8% e -4,1%). Andamento simile per i vini (+6,5% e +4,3% sul 2025; -2,3% e -4,3% sul 2024) e per le acque (+1,2% e -0,7% sul 2025; -0,1% e -3,7% sul 2024). Sono le tre categorie che pesano di più sul fatturato Horeca, e tutte mostrano lo stesso schema: rimbalzo sull’anno debole, recupero biennale ancora incompleto.
Bar diurni più resilienti, locali notturni in rimbalzo
La scomposizione per sottocanale mostra dinamiche differenti. Il bar diurno è il segmento più solido: cresce del +6,0% a valore rispetto al 2025 e torna sopra i livelli del 2024 (+1,2%). È l’unico dei tre sottocanali a recuperare il terreno perso in entrambi i confronti, anche se a volume resta ancora a -1,8% sul 2024.
La ristorazione segna +4,2% a valore sul 2025 ma resta a -2,7% sul 2024. A volume il recupero è più contenuto (+0,2%), mentre il gap biennale si amplia a -4,5%. La fotografia è quella di un canale che fatica a ritrovare la frequenza di visita pre-2025: lo scontrino medio cresce, ma il numero delle occasioni si riduce.
I locali notturni mostrano il recupero più marcato rispetto al 2025: +9,4% a valore e +3,5% a volume. Il rimbalzo è trainato dai superalcolici (+19,2% a valore) e dagli aperitivi e vermouth (+9,6%). Il confronto con il 2024, anche qui, resta negativo: -3,0% a valore e -4,3% a volume.
Particolarmente significativo l’andamento di aperitivi e vermouth nella ristorazione: +15,3% a valore e +17,8% a volume rispetto al 2025, +17,2% e +19,9% rispetto al 2024. È la categoria che cresce di più all’interno del sottocanale dove tradizionalmente pesa meno, segnale di un’estensione dell’occasione aperitivo oltre il bar e oltre il pre-cena.
La forbice tra valore e volume
Il dato più sintetico del primo trimestre 2026 è la divergenza tra fatturato e quantità. Sul confronto con il 2025 il valore cresce di oltre tre volte più dei volumi (+6,0% contro +1,7%); sul confronto biennale con il 2024 i volumi cedono il triplo del valore (-3,4% contro -1,1%).
Il mercato regge sul fronte del fatturato grazie a prezzi più alti, mix di prodotto e premiumizzazione delle occasioni di consumo. Ma le quantità complessive consumate restano sotto i livelli pre-2025. Secondo la lettura CDA la dinamica riflette consumi più selettivi, minore intensità per occasione e una persistente attenzione alla spesa, soprattutto tra i target più giovani, dove si rafforza anche la propensione verso bevande a minore intensità alcolica.
Un recupero che ridefinisce il mix
Il primo trimestre 2026 conferma il recupero dell’Horeca rispetto a un 2025 particolarmente debole, ma anche la profondità del riposizionamento in corso, già emerso negli ultimi trimestri. Il fuori casa torna a crescere, anche sui sottocanali serali, ma con una struttura diversa: meno volumi, più valore, più aperitivo, meno serata lunga.
Il segnale è duplice: da un lato il consumatore torna fuori casa, dall’altro continua a selezionare cosa, quando e quanto consumare. Per le categorie ancora in territorio negativo nel confronto biennale – birra, vino, acqua, succhi di frutta – i prossimi trimestri diranno se il rimbalzo in corso è sufficiente a colmare il divario con il 2024 o se la ricomposizione del mix di consumo è più strutturale di quanto i primi tre mesi del 2026 lascino intuire.
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