Il Consiglio comunale conferisce la cittadinanza onoraria al Cardinale Francesco Montenegro
Nel pomeriggio del 15 maggio 2026, durante la seduta del Consiglio comunale è stata conferita la cittadinanza onoraria a Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Francesco Montenegro, figlio di barlettani, distintosi durante la sua missione spirituale ovunque la Chiesa l’abbia chiamato ad operare.
“In questa cerimonia carica di significato civile e spirituale, – hanno dichiarato il Sindaco Cosimo Cannito e il Presidente dell’assise comunale Marcello Lanotte – Consiglio e Amministrazione tutta esprimono il più profondo orgoglio per il conferimento della cittadinanza onoraria a Sua Eminenza Francesco Montenegro, illustre figlio di questa terra. Sebbene il suo magistero lo abbia condotto lontano, i legami di sangue e di spirito con la nostra comunità restano indissolubili, testimoniati dalle radici familiari che affondano proprio tra i nostri concittadini. La figura del Cardinale rappresenta un esempio luminoso di dedizione al bene comune e di dialogo tra le istituzioni. La sua missione incarna i valori più alti della solidarietà, la ricerca della pace e il sostegno instancabile agli ultimi. Oggi abbracciamo idealmente un nostro concittadino. Per noi non è solo un atto formale, ma un ritorno a casa. La delibera riconosce nel Cardinale non solo l’alto dignitario della Chiesa, ma l’uomo che non ha mai dimenticato le proprie origini, portando nel cuore e nell’opera la tempra e l’umanità ereditate dai suoi genitori, nostri stimati concittadini.”
«A nome del Capitolo Cattedrale, nonché dell’intera Zona pastorale San Ruggero di Barletta – ha dichiarato don Francesco Fruscio, presidente del Capitolo Cattedrale della Concattedrale di Barletta – esprimo vivo compiacimento nei confronti del Sindaco e dell’Amministrazione comunale di Barletta per avere accolto la proposta di concedere la Cittadinanza Onoraria a S. Em. il Cardinale Francesco Montenegro. A questi sentimenti si unisce altresì il nostro Arcivescovo mons. Leonardo D’Ascenzo, sempre contento della presenza tra noi del Cardinale. Nei suoi confronti nutriamo tanto affetto, in quanto figlio della nostra terra, successivamente chiamato dal Signore al servizio nella Chiesa e al Popolo di Dio. Come egli stesso afferma, si sente barlettano! Con la città dei suoi genitori non ha mai perso i contatti, in quanto, puntualmente, ogni anno, specialmente a Natale, Pasqua e in estate, egli, al seguito della sua famiglia, si recava a Barletta per trascorrevi le festività e le vacanze. E vi ritornava da seminarista e anche dopo l’ordinazione sacerdotale.
Non è casuale altresì la circostanza per la quale questo riconoscimento gli venga tributato nell’ambito delle celebrazioni del 750° anniversario della traslazione delle spoglie mortali di San Ruggero da Canne a Barletta. Possiamo affermare che, sulle orme del nostro Santo Patrono, “don Franco”, come affettuosamente molti lo chiamano, ha mostrato attenzione agli ultimi, ai poveri, in particolar modi ai migranti, definendoli “un sacramento della presenza di Dio”. Non dimentichiamo la sua accoglienza l’8 luglio 2013 di Papa Francesco, durante la visita apostolica a Lampedusa e Linosa, sul luogo segnato dal naufragio e dalla morte di decine di migranti. Significativa la sua omelia di pochi giorni fa, precisamente il 27 aprile, in Concattedrale, che concludeva con le seguenti parole: “Se la devozione non diventa imitazione, quella devozione diventa fasulla, falsa. Ecco amici, ho voluto parlarvi di questo per dirvi che San Ruggero, se fosse qua, penso che parlerebbe dei poveri e vi chiederebbe di essere con lui nel servire i poveri”».

Scheda biografica del Cardinale
Nasce a Messina, città capoluogo di provincia e sede arcivescovile, da genitori barlettani, il 22 maggio 1946, da genitori nativi di Barletta. Il padre era un graduato della Polizia. Ha compiuto gli studi ginnasiali, liceali e quelli filosofici e teologici nel seminario arcivescovile San Pio X della città, dove ha anche frequentato i corsi di teologia pastorale presso l’Ignatianum. Ordinato sacerdote l’8 agosto 1969, per due anni ha esercitato il ministero al villaggio UNRRA (United Nations relief and rehabilitation administration), un rione periferico che prende il nome dall’amministrazione delle Nazioni Unite per l’assistenza e la riabilitazione delle zone danneggiate dalla guerra.
Nel 1971, l’Arcivescovo Francesco Fasola lo ha voluto come suo segretario particolare, incarico che ha ricoperto fino al 1978 anche con il nuovo arcivescovo messinese Ignazio Cannavò. Da quell’anno fino al 1987 è stato parroco di San Clemente. Nel 1988 è stato nominato direttore della Caritas diocesana, divenendo anche delegato della Caritas regionale e rappresentante della Caritas nazionale. Nel contempo ha insegnato religione, è stato assistente diocesano del Centro sportivo italiano (Csi) e ha diretto, sempre a livello diocesano, l’Apostolato della preghiera, svolgendo anche gli incarichi di mansionario del capitolo dell’archimandritato, di rettore della chiesa-santuario di Santa Rita e di padre spirituale del seminario minore.
Membro del consiglio presbiterale, dal 1997 al 2000 è stato pro-vicario generale dell’arcidiocesi di Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela e dal 1998 canonico del capitolo protometropolitano della cattedrale. Il 18 marzo 2000 Giovanni Paolo II lo ha eletto alla Chiesa titolare di Aurusuliana, nominandolo vescovo ausiliare di Messina. Nel duomo cittadino ha ricevuto l’ordinazione episcopale dall’arcivescovo Giovanni Marra il 29 aprile successivo. Ha scelto come motto: Caritas sine modo. È stato per un quinquennio presidente della Caritas nazionale (2003-2008) e lo è nuovamente dal 2015.
Il 23 febbraio 2008 Benedetto XVI lo ha promosso Arcivescovo metropolita di Agrigento. A poco più di due mesi di distanza dalla nomina, il 17 maggio ha dato inizio, nello stadio Esseneto, al servizio episcopale sulla cattedra che fu di san Libertino e san Gerlando. Nell’arcidiocesi ha portato il suo stile semplice e diretto, unito all’esperienza maturata alla guida del più grande organismo caritativo nazionale. Sin dall’inizio ha impostato la sua azione sulle idee forza di comunione, missione e formazione, con un accento particolare sulle situazioni di marginalità e di povertà. La speciale attenzione al fenomeno migratorio – una delle priorità pastorali in una diocesi che comprende nel suo
territorio anche Lampedusa e Linosa, mete continue di sbarchi di immigrati – gli è valsa il 24 maggio 2013 la nomina a Presidente della commissione episcopale per le migrazioni e presidente della fondazione Migrantes. In questi anni il suo impegno come pastore ha puntato a favorire l’accoglienza e l’ospitalità, ma soprattutto a promuovere una cultura dell’incontro e della condivisione. L’8 luglio 2013 ha ricevuto Papa Francesco a Lampedusa nel primo viaggio del Pontificato. Per nomina pontificia ha partecipato alla XIV Assemblea Generale Ordinaria sul tema La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo (ottobre 2015). Dal 22 maggio 2021 è Arcivescovo Metropolita emerito di Agrigento (Italia). Da Papa Francesco creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 14 febbraio 2015, del Titolo dei Santi Andrea e Gregorio a Monte Celio.
È membro: dei Dicasteri: delle Cause dei Santi; per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Ha seguito attivamente il processo di beatificazione del giudice Rosario Livatino, assassinato dalla mafia. Attualmente risiede a Roma, mantenendo incarichi pastorali e ruoli consultivi in Vaticano e catechesi per gli adulti presso una parrocchia di Roma.
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