Lavoro, in Trentino-Alto Adige il 39% delle selezioni va deserto: quasi 4 su 10 senza candidati – Cronaca
VENEZIA. In Trentino Alto Adige quasi quattro selezioni di lavoro su dieci saltano perché nessun candidato si presenta. Il dato, pari al 39%, colloca la regione al secondo posto in Italia per difficoltà di reperimento legata alla mancanza di aspiranti lavoratori, dietro soltanto alla Valle d’Aosta, dove il fenomeno raggiunge il 39,5%. È quanto emerge dall’analisi della Cgia sui dati dell’indagine di Unioncamere e Ministero del Lavoro.
A livello nazionale, nel 2025, a fronte di 5,8 milioni di assunzioni previste, 2,7 milioni sono risultate di difficile reperimento, pari al 47%. In 1,75 milioni di casi, il 30,2%, la selezione è andata a vuoto per assenza di candidati. Nel 2017 erano poco meno di 400 mila, pari al 9,7% del totale. Altri 765.500 inserimenti sono risultati difficili per preparazione inadeguata, mentre 216.400 per altri motivi.
I settori più colpiti sono le costruzioni, dove la mancanza di candidati arriva al 39%, il legno-mobile con il 35,2% e le aziende multiutility, acqua, energia e gas, poco sotto il 35%. Dopo Trentino Alto Adige, nella graduatoria delle regioni più esposte ci sono Friuli Venezia Giulia con il 37,4%, Veneto con il 33,5% ed Emilia Romagna con il 33%. La situazione meno critica si registra in Puglia, con 25 casi su 100.
Secondo la Cgia, le cause sono diverse. Pesano il calo demografico, la ricerca da parte dei giovani di maggiore equilibrio tra vita privata e lavoro, la richiesta di flessibilità e crescita professionale, ma anche la carenza di figure tecniche e specializzate. A incidere sono pure procedure di selezione lunghe, annunci poco chiari e tempi di risposta troppo dilatati. Per ridurre il divario servono più collegamenti tra scuola, formazione e imprese, stage di qualità, apprendistati ben pagati e ambienti di lavoro più moderni e meritocratici.




