Salute

Berrino: “Le microplastiche sono già dentro di noi, le troviamo in tutti i nostri organi. Siamo tutti contaminati e non sappiamo quali saranno gli effetti a lungo termine”

Un pranzo veloce in vaschetta, una bottiglia d’acqua, un contenitore riscaldato al microonde. Gesti quotidiani, apparentemente innocui. Eppure proprio negli ultimi tempi c’è stato un richiamo su un punto preciso: una parte significativa dell’esposizione alle microplastiche passa attraverso il cibo e i contenitori che utilizziamo ogni giorno. Addirittura, uno studio di non molto tempo fa del WWF stima che ogni settimana ingeriamo microplastiche pari al peso di una carta di credito. E non ce ne accorgiamo. Non parliamo più quindi di inquinamento esterno. Parliamo di qualcosa che entra nel nostro corpo, regolarmente.

Il tema viene affrontato nella nuova puntata di Crude Verità, il format di TV Loft con Franco Berrino ed Ennio Battista. Dove il quadro si fa ancora più inquietante: è come se fossimo invasi da “alieni” microscopici, particelle che non appartengono alla nostra biologia ma che si accumulano nei nostri tessuti. Quanto siamo esposti a questa “invasione”? E da dove arriva tutto questo? È da qui che riparte Crude Verità, un’indagine che entra in un territorio ancora poco chiaro, ma sempre più presente: quello delle microplastiche negli alimenti.

Alieni nel piatto

“Le microplastiche le troviamo ormai in tutti i nostri organi” – osserva Berrino -. Non è un’ipotesi. È ciò che stanno iniziando a mostrare gli studi più recenti. Il punto è che sappiamo ancora poco sugli effetti a lungo termine. Ma quel poco che emerge è sufficiente a cambiare prospettiva”. Tracce sono state individuate nel sangue, nei tessuti, persino in organi che fino a poco tempo fa si pensavano protetti. E alcune ricerche iniziano a suggerire possibili collegamenti con processi infiammatori, patologie croniche, meccanismi ancora da chiarire. Il tema, però, non riguarda solo la presenza di questi composti indesiderati. Riguarda le fonti.

Da dove provengono?

Pesce, acqua, alimenti confezionati, imballaggi, utensili. La plastica non è più solo un contenitore. È parte del sistema. E qui emerge un altro elemento decisivo: molte di queste sostanze non sono “inermi”. Possono trasportare additivi, interferenti endocrini, composti che interagiscono con il nostro organismo in modi ancora non completamente compresi. “Siamo tutti contaminati”, dice Berrino. Una frase che sposta il discorso: non più esposizione occasionale, ma condizione diffusa.

Da materiale utile a pericolo sanitario

Berrino e Battista non vogliono fare del sensazionalismo. Mostrano qualcosa di più sottile: come un materiale che ha migliorato la vita moderna – dalla medicina alla conservazione degli alimenti -abbia aperto una nuova questione sanitaria. E lasciano emergere un dubbio: se non possiamo eliminarla del tutto, quanto possiamo ridurne l’impatto? E soprattutto: quanto di questa esposizione dipende davvero da noi? Crude Verità rivela una situazione da cui diventa difficile non guardare in modo diverso anche il gesto più banale: quello di ciò che mangiamo. E di come lo conserviamo.


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