Cola – Cost Of Living Adjustement
Nuovo album per i Cola che dopo “Deep In View” e “The Gloss” tornano con undici brani in cui ricalibrano il loro vigoroso, tenace post punk che si apre ad arrangiamenti energici in chiave decisamente alt rock . Chitarre, basso, batteria restano fondamentali ma organo, sintetizzatori conquistano uno spazio sempre maggiore.

Cambio di passo evidente fin dalle prime note di “Forced Position”, ancor di più nel drumming sincopato di Evan Cartwright in “Hedgesitting” e nella voce di Tim Darcy, che alterna momenti melodici ad altri vicini allo spoken word in “Fainting Spells” e “Haveluck Country”. Post punk midtempo quello di “Satre – torial”, “Polished Knives” conferma l’evoluzione sonora con il basso incalzante di Ben Stidworthy, le chitarre più appuntite e taglienti.
Un terzo album che ingrana senza fatica, con il dinamismo sonoro mostrato in “Much Of A Muchness” e “Third Double”, il chiaro istinto melodico di “Conflagration Mindset” e “Favoured Over The Ride” e alla fine a colpire sono soprattutto i frequenti cambi di ritmo di “Cost Of Living Adjustement”, indubbiamente agili e scattanti come in “Skywriter’s Sigh” col suo testo pungente, amaro eppur vero.
Suonano incisivi i Cola che in brani del recente passato come “Met Resistance” e “Fulton Park” o “Down To Size” e “Albatross” erano riusciti a tenere insieme il lato post punk, quello lo – fi e rock in modo piuttosto buono, cosa che oggi riesce ancora meglio ai tre di Montreal sempre lucidi e consapevoli, in un disco solido che cementa il rapporto con l’ingegnere del suono Valentin Ignat.
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