cosi Fiorello ‘sponsorizza’ Emilio Solfrizzi
Nel corso di un’intervista, rilasciata ormai anni fa, l’attore barese Emilio Solfrizzi si tolse qualche sassolino dalla scarpa, attaccando la Rai e il cinema italiano: “Mi snobbano”, disse in quella circostanza. A distanza di tempo, poco o nulla è cambiato. Il cosiddetto ‘circoletto’ del grande schermo è rimasto invalicabile. Sono sempre più gli artisti che raccontano quanto sia difficile guadagnarsi una parte in un film se non si è nella rosa di nomi che rassicura la cinematografia italiana. A battersi per la ‘causa Solfrizzi’ è arrivato oggi, durante un’ospitata al Radio Due Social Club, Rosario Fiorello.
Lo showman siciliano ha detto: “È un grandissimo attore che meriterebbe molto di più. Facciamo entrare anche Emilio Solfrizzi nel circoletto”. Un apprezzamento che ha sorpreso anche il conduttore Luca Barbarossa, il quale ha però ricordato di quanto il più democratico teatro italiano stia premiando l’attore barese. Solfrizzi, infatti, è attualmente al centro della scena con un Falstaff istrionico, debordante e irresistibile. La critica lo acclama, raccontando lo stato di grazia in cui si troverebbe il ‘nostro’ Emilio.
Nato a Bari, classe 1962, è stato all’inizio degli anni 2000 uno dei volti più noti della televisione italiana, grazie alla partecipazione a serie di successo come ‘Sei forte maestro’, ‘Love Bugs’ e ‘Tutti pazzi per amore’, riuscendo anche per il pubblico pugliese, a smarcarsi dall’ingombrante ombra del duo Toti e Tata. A Solfrizzi va, in oltre, il merito di aver interpretato il noto avvocato Guerrieri anni prima dell’arrivo di Alessandro Gassmann.
C’era una volta ‘L’Avvocato Guerrieri’ made in Mediaset, al quale prestava il volto Emilio Solfrizzi con profondità e disinvoltura. Oggi lo stesso personaggio ha le sembianze di Alessandro Gassmann ed è protagonista su Rai 1 di Guerrieri – La Regola dell’Equilibrio, una serie valida e ben fatta. “Ma non è la stessa cosa” – così recita un articolo dell’esperto di televisione Davide Maggio. Fiorello, con la sua autorevolezza, ha dato il suo contributo, la critica anche. Adesso probabilmente dovrebbe toccare al pubblico far sentire la sua voce. ‘Power to the people’ cantava John Lennon, ignaro di meccanismi e dinamiche dello strano mondo della televisione italiana.




