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“Pensavamo fosse un investimento per il futuro, ora viviamo in una roulotte. E’ un incubo”: la storia di Loraine e Rob, pensionati truffati dall’impresa che doveva ristrutturare la loro casa

Sarebbero dovuti rientrare nella loro casa ristrutturata in poche settimane, ma si sono ritrovati a vivere in una roulotte da oltre un anno. È la storia di Loraine e Rob Deering, ex membri della Royal Air Force, rimasti senza abitazione dopo il fallimento dell’impresa edile a cui avevano affidato una ristrutturazione da circa 100.000 euro nella loro casa di Dundee, in Scozia. La coppia aveva deciso di investire i risparmi di una vita per rendere la propria abitazione più adatta all’età avanzata, affidandosi a una società che aveva promesso lavori completi in 12 settimane. Ma il cantiere si è fermato a metà e l’azienda è successivamente entrata in crisi fino alla cessazione dell’attività, lasciando la casa in condizioni di totale inabitabilità.

Racconta Loraine Deering: “Io e mio marito avevamo entrambi deciso che volevamo rendere la proprietà adatta alla nostra vecchiaia. Ho iniziato a preparare i progetti nel 2024 e li ho portati a un architetto. Lui ci ha consigliato l’azienda che abbiamo poi scelto – RPM Group Scotland – che è stata selezionata soprattutto perché ci era stata raccomandata ed era un ‘Trusted Trade. Abbiamo consegnato le chiavi il 31 marzo 2025. Da lì ci avevano detto che ci sarebbero volute solo 12 settimane e noi eravamo leggermente scettici. Ma andando avanti non si presentavano più, non c’era nessun operaio sul posto”, ha raccontato al Daily Record.

Le scadenze sono state poi rinviate, fino alla promessa di rientrare in casa dopo un intervento chirurgico del marito. Ma i lavori non sono mai ripresi: “Abbiamo dovuto dire loro che mio marito si sarebbe sottoposto a un intervento importante, ci avevano promesso che saremmo rientrati in casa. Abbiamo ordinato i mobili e non siamo mai entrati. I nostri mobili sono in deposito oppure qui, esposti all’umidità. Poi hanno semplicemente abbandonato il lavoro, dopo che avevo chiesto di far controllare quanto fosse stato fatto. Hanno cercato di dire che fosse colpa nostra e che non li volessimo sul cantiere, niente potrebbe essere più lontano dalla verità. Hanno lasciato il lavoro e si sono rifiutati categoricamente di risponderci”.

Una casa inabitabile

Con l’arrivo dell’inverno, la situazione è peggiorata ulteriormente, la coppia è stata costretta a spendere anche in alloggi temporanei e consumando i risparmi rimasti. Secondo una perizia indipendente, l’abitazione è attualmente inabitabile: mancano cucina, bagno, riscaldamento e impianti elettrici, e i lavori risultano completati per meno della metà, nonostante la coppia abbia già pagato circa il 90% della somma concordata. La coppia ha tentato anche di sporgere denuncia per frode, ma si è vista rispondere che la soglia probatoria sarebbe troppo alta per arrivare a un processo.

L’impresa coinvolta sostiene invece che durante i lavori siano state richieste modifiche aggiuntive che avrebbero comportato costi extra e difficoltà operative. Il legale della società ha dichiarato al Courier: “Non c’è stato alcun comportamento intenzionale o imprudente da parte del mio cliente. All’inizio del lavoro hanno fatto il possibile per aiutare la signora Deering e hanno anche sistemato il suo giardino e piantato fiori. Dopo l’inizio dei lavori, la signora Deering ha richiesto modifiche significative e l’effetto a catena è stato l’aumento dei costi non previsti o non considerati. RPM ha preparato uno schema dei lavori da eseguire e lo ha fornito alla signora Deering. Questo ha portato a problemi di liquidità che hanno costretto RPM a cessare l’attività e a non poter completare il lavoro”. Oggi Loraine e Rob vivono tra roulotte e sistemazioni temporanee, seguiti da un’associazione di supporto ai veterani.


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