Anatomia di un suicidio. Il Milan perde anche con l’Atalanta. Ora rischia la Champions

Parma-Roma 2-3. Che il calcio sia un mistero insondabile, guidato da forze misteriose, lo dimostra questo successo in extremis della squadra di Gasperini capace di passare dalla polvere all’altare (dall’1-2 al 3-2 ) in tre minuti durante un lunghissimo recupero al calor bianco. Difficile dare una valutazione oggettiva perché la Roma, dopo aver dominato nel primo tempo (gol di Malen su rigore 22’) si era fatta ribaltare dagli emiliani andati in gol con Strefezza (47’) e Keita (87’). Ma nel finale, quando ormai il Parma si era convinto d’averla sfangata, a salvare la Roma è arrivato Devyne Rensch, difensore olandese di 23 anni che prima guadagna il pareggio e subito dopo mette lo zampino nel rigore della vittoria, battuto da Malen al 101esimo minuto. Una partita abbastanza incredibile anche quella di Malen che oltre ad aver realizzato due rigori ha però sbagliato due gol ormai fatti. Intanto però la Roma, con la forza della disperazione, aggancia il Milan al quarto posto.
Verona-Como 0-1. Comunque sia, la squadra di Fabregas va in Europa. Battendo un Verona non rinunciatario, conquista tre punti preziosi che le permettono di blindare il sesto posto e quindi la partecipazione a una Coppa Europea. La rete dei lariani arriva al 71’ con Douvikas che di destro realizza il 13°gol di questa stagione. Il Verona reagisce ma il pareggio di Bowie, tre minuti dopo, viene annullato per fuorigioco dopo l’intervento del Var.
Lazio-Inter 0-3. In attesa di una probabile “doppietta”, la squadra di Chivu pattina in scioltezza all’Olimpico contro una Lazio evidentemente già proiettata con la testa e le gambe verso la prossima finale di Coppa Italia. Almeno questo è quello che sperano i tifosi bianco celesti, cioè che fosse una Lazio in maschera per dare il meglio invece mercoledì sera: altrimenti per Sarri sono guai perché l’Inter, con questo 3-0, ha fatto capire che non scherza e che lo scudetto non le basta. Nelle file dei nerazzurri va segnalato il potente ritorno di Lautaro, subito al gol dopo sei minuti più un assist per Susic al 39’. Nella Lazio, a completare la frittata, l’espulsione di Romagnoli per un inutile e pericoloso intervento su Bonny. Viene da chiedersi perché sempre più spesso i difensori fanno questi falli maldestri, lontani per giunta dall’area e quindi facilmente evitabili. Una risposta non c’è. Oppure, quella più pessimistica, è che i difensori non sanno più fare il loro mestiere.
Lecce-Juventus 0-1. Poco da dire quando un centravanti, dopo soli 12 secondi, come ha fatto Vlahovic, va subito in gol. Vuol dire essere a metà dell’opera. I bianconeri di Spalletti, contro un Lecce non proprio esplosivo, riescono poi a complicarsi la vita non chiudendo la partita. Però vanno registrati alcuni miglioramenti, considerando che al serbo e Kalulu sono stati annullati due reti per fuorigioco. I salentini sono una volta hanno davvero impegnato Di Gregorio, ma il portiere bianconero non si è fatto trovare impreparato. Per la Juve tre punti importanti che la portano al terzo posto (68) davanti a Milan e Roma (67)
Con Vlahovic comunque la Juve è un’altra cosa. il centravanti serbo dà peso e profondità a una squadra che prima, durante i 161 giorni della sua assenza, ha fatto molto fumo e poco arrosto. Vero che Vlahovic a volte sciupa occasioni d’oro, però ne costruisce tante. Cederlo, con quello che costano i bomber di talento, sarebbe una follia.
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