La Fine della Guerra in Ucraina è Vicina
10 maggio 2026 – ore 13:30 – Il presidente russo Vladimir Putin in conferenza stampa a Mosca ieri dopo la parata del 9 maggio, parata quest’anno in tono decisamente minore, ha dichiarato che dal suo punto di vista il conflitto in Ucraina sta volgendo al termine: Putin ha così risposto indirettamente al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa il quale, durante un discorso tenuto l’8 maggio 2026 all’Istituto universitario europeo di Firenze e citato dal Financial Times ma passato pressoché nel silenzio dei principali media, ha affermato con toni inediti: “Sì, negoziare con Putin è una potenzialità. Ma finora nessuno ha visto segnali da parte della Russia”. “Il conflitto tra Russia e Ucraina sta volgendo al termine”, ha quindi dichiarato ieri Putin, specificando che dal suo punto di vista il negoziatore ideale per l’Europa sarebbe l’ex cancelliere tedesco, Gerhard Schröder, ed evidenziando gli sforzi di mediazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
A chi gli ha chiesto se il primo ministro slovacco Robert Fico, presente alla cerimonia a Mosca, gli avesse veicolato un messaggio dall’Europa, Putin ha risposto: “Mi ha ribadito che il lato ucraino, il signor Zelensky, sarebbe pronto a un incontro personale. Io personalmente non ho mai rifiutato. Non sono io a proporre questo incontro, ma se qualcuno lo propone, venga pure a Mosca. Ci si può incontrare anche in un Paese terzo, ma solo nel caso in cui siano già stati raggiunti accordi definitivi su un trattato di pace che debba essere pensato per una prospettiva storica di lungo periodo. Ma quella dovrebbe essere la fase conclusiva, non i negoziati stessi, perché sappiamo cosa siano i negoziati. L’ho vissuto durante l’elaborazione degli Accordi di Minsk. Si può parlare per ore, all’infinito, giorno e notte, inutilmente. Bisogna che gli specialisti lavorino, preparino tutto, affinché sia chiaro a entrambe le parti che gli accordi sono pienamente concordati. In quel caso ci si può incontrare ovunque”.
Sulla prosecuzione degli sforzi, apparentemente in stallo, di risoluzione del conflitto, con la mediazione degli Stati Uniti: “Riguardano innanzitutto Russia e Ucraina. Se qualcuno vuole aiutarci e lo fa, noi possiamo solo essere grati. Vediamo che l’attuale amministrazione statunitense e il presidente degli Stati Uniti (Donald Trump) cercano sinceramente – voglio sottolinearlo, sinceramente – una soluzione”, ha continuato il presidente russo. Fornendo la sua versione della storia del conflitto russo-ucraino, Putin ha poi aperto a una possibile fine della guerra e più in generale alle forze politiche europee considerate volenterose di ristabilire rapporti con la Russia: “Credo che la questione (ucraina) stia volgendo al termine, ma resta comunque una cosa seria. (Loro) iniziarono perché si aspettavano una schiacciante sconfitta e un crollo della statualità della Russia in pochi mesi, ma ormai si sono infilati in questo binario e non riescono più a uscirne. Benché là ci siano certamente persone intelligenti, incluse persone che comprendono l’essenza degli eventi in corso. Spero che queste forze politiche tornino gradualmente al potere oppure lo conquistino, con il sostegno della grande maggioranza dei Paesi europei”.
Dopodiché, un giornalista afferma che sembra stia nascendo una “coalizione-ombra” dei volenterosi per ristabilire i contatti con la Russia, cita le parole del presidente del Consiglio europeo Costa e chiede a Putin chi, dal suo punto di vista, potrebbe essere il candidato europeo preferibile e più rappresentativo per dialogare con la Russia. Putin risponde: “Per me personalmente sarebbe preferibile l’ex cancelliere della Germania, il signor Schröder. Ma in generale, che siano gli europei a scegliere un leader di cui si fidano e che non abbia detto sciocchezze offensive nei nostri confronti. Noi non siamo mai stati chiusi ai negoziati. Non siamo stati noi a rifiutare, sono stati loro”. Putin ha pronunciato queste frasi appunto all’interno di una più ampia esposizione del suo punto di vista: “Che cos’è l’Occidente? È ciò che io definisco la corrente globalista delle élite occidentali. È questa che combatte contro di noi usando gli ucraini. Gli ucraini si sarebbero anche potuti unire all’Unione europea, invece si è arrivati a un conflitto armato, perché a nessuno importava degli interessi della Russia. Nel tentativo di usare l’Ucraina come strumento per raggiungere i propri obiettivi geopolitici, questi personaggi in Occidente hanno ingannato tutti, noi inclusi, a partire dall’espansione a est della Nato, quando promisero che la Nato non avrebbe compiuto un solo passo verso est. Tutto questo insieme ha provocato la situazione attuale. Noi avevamo raggiunto un accordo con gli ucraini a Istanbul nel 2022, avevamo siglato un’intesa”.
E ancora: “Poi il signor Macron mi telefonò dicendo che l’Ucraina non poteva firmare documenti storici con una pistola puntata alla tempia. Sono parole testuali, abbiamo conservato la registrazione della conversazione. Io chiesi: Che cosa bisogna fare?. Bisognerebbe ritirare le truppe da Kiev. E noi le ritirammo. Subito dopo arrivò l’allora primo ministro britannico (Boris Johnson). Disse che non si poteva firmare l’accordo in quanto ingiusto. Ma se il capo della delegazione negoziale ucraina aveva siglato quei documenti, che cosa c’era di ingiusto? Chi lo decide? Da lì promisero aiuti e iniziarono ad alimentare il confronto con la Russia, che continua ancora oggi”. Putin ha citato anche il Medio Oriente: “Per quanto riguarda l’Iran e gli Stati Uniti, si tratta di un conflitto molto pesante e complesso, che ci mette in una posizione difficile, perché abbiamo buoni rapporti con l’Iran e rapporti amichevoli, senza alcuna esagerazione, con i Paesi del Golfo Persico. Continuiamo a mantenere contatti sia con una parte sia con l’altra. Speriamo che questo conflitto possa essere fermato il prima possibile. A mio avviso non ci sono più soggetti interessati alla prosecuzione di questo confronto”.
Articolo di Lilli Goriup




