Veneto

L’ultima stazione del vento. Di Yuleisy Cruz Lezcano (*)

Un petalo cadendo
ha reso finito il pensiero
del mattino sul tetto
dove camminava un uomo
con gli scarponi contro il vento.
Le sue mani cucivano catrame
sopra un mare di lamiere.
La città, distante, contava semafori,
senza udire il respiro delle impalcature.
Un passero spezzò il cielo
e il vuoto spalancò la sua bocca.
Lui cadde lentamente,
come cade la preghiera.
Ostentava resistenza
il suo corpo ferito,
trascinando gli ultimi respiri
verso l’ultima stazione
prima del nulla.
Là dove anche un uccellino,
ai primi voli,
arriva con un balzo letale,
ad attenderlo c’era un pozzo
già scavato dalla fretta
dall’abitudine del mondo
a dimenticare.

Ho scritto questa poesia per restituire umanità a una vita spezzata sul lavoro, perché dietro una notizia di cronaca esiste sempre un uomo con la propria storia, la propria fatica e i propri sogni.

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La caduta dal tetto del cantiere di Martellago diventa, nella poesia, simbolo di tutte le morti operaie che attraversano il silenzio mediatico e l’indifferenza collettiva. Il “petalo cadendo” rappresenta la fragilità improvvisa dell’esistenza, mentre il vuoto e il pozzo già scavato evocano un destino che sembra preparato dalla disattenzione, dalla fretta e dalla normalizzazione del rischio sul lavoro.

Yuleisy Cruz Lezcano
(*) Yuleisy Cruz Lezcano è una poetessa, scrittrice, attivista e professionista della salute


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