Calabria

Catanzaro, Aquilani dopo la sconfitta con il Bari con la testa all’Avellino: “Sarà la finale delle finali. Pronti e motivati” VIDEO

«Oggi si chiude la regular season e quindi possiamo fare un bilancio di un campionato secondo me molto positivo. Non sono d’accordo che oggi non ci giocavamo niente, sono d’accordo che oggi era una partita per noi un po’ così, perché è una partita che noi volevamo vincere. È una partita che secondo me abbiamo approcciato anche bene, abbiamo fatto a tratti anche bene. Ma ci è mancata quella fame oggi di portare a casa dei punti. Quindi questa un po’ l’amarezza di oggi. Credo che questi ragazzi si meritavano di giocare. Hanno dato delle buone risposte. Per questo mi dispiace. Si meritavano un risultato positivo perchè perdere non ci piace. Conta poco, conta tanto. Non vado via soddisfatto perché la sconfitta è qualcosa che non mi fa star bene. Detto questo si chiude un campionato meraviglioso. Tra quattro giorni abbiamo una partita che per noi vale di più di quello che posso dire e quindi dobbiamo adesso resettare, cercare di riposare e da domani ripartire nella maniera giusta. Perché è giusto così». Lo ha detto il mister del Catanzaro, Alberto Aquilani, nel dopo partita di Catanzaro Bari perso dai giallorossi per 3-2.

Analisi del match e il prossimo avversario: l’Avellino

«Ho visto delle cose belle – ha proseguito il mister – per questo mi dispiace. Prendi tre tiri e tre gol evitabili. Abbiamo sbagliato sul 2-0. Abbiamo sbagliato un gol clamoroso e sulla ripartenza abbiamo preso il gol del 2-1. Sono cose dove se siamo più attenti, nonostante tanti ragazzi non giocavano insieme da tanto, nonostante qualcuno non si era mai visto, ma vi assicuro che questa era squadra più competitiva possibile che poteva scendere in campo oggi, perché li vedo allenarsi tutti i giorni, perché a qualcuno gli ho tolto qualcosa, si meritavano questo e secondo me hanno fatto una buona partita. Mi dispiace perché volevamo il risultato. L’Avellino è l’Avellino. Non sapevamo chi guardare questi giorni, perché poteva essere chiunque. E’ capitato Avellino. Quindi ci prepariamo per l’Avellino, pronti e motivati come se fosse la finale delle finali».

Le prestazioni individuali: Coffi e Baschi

«Coffi è arrivato a Gennaio, veniva da un campionato diverso, ha alzato completamente il livello, anche come intensità di allenamento, come dimensione totale. Il campionato maltese è un campionato che quando viene catapultato qui ti trovi in una situazione diversa, quindi ci è avuto un po’ di tempo, ha delle qualità e penso che abbia fatto una buona partita. Peccato per quel gol il primo tempo, poteva, non solo guardando il singolo giocatore per lui, ma proprio per la squadra poteva dare il 2 a 1, ci poteva permettere di fare un altro tipo di partita e quindi credo che ha lui come altri che oggi hanno risposto presente. Baschi, anche lui ragazzo che si meritava questa chance, si sempre allenato molto bene quindi sono contento perché è ragazzo serio ed è ovvio che ha dei margini importanti di crescere, deve crescere su tante cose però è una buona partita anche la sua».

Gestione delle rotazioni e infortuni

«Ho fatto tutto in maniera un po’ calcolata in base a quello che erano le loro esigenze. Faccio un esempio: Petriccione veniva da un problema al collaterale. È venuto comunque a venire a Palermo, ma veniva da un problemino fisico e quindi ho preferito non rischiarlo. Pittarello è un giocatore che oggi doveva giocare, ma è a casa con la febbre. I diffidati hanno giocato a Palermo e quindi non è quello. Gli unici due che hanno riposato un po’ rispetto a quanto avevano giocato sono Antonini e Pontisso. Quindi, credo che abbiamo fatto tutto nella maniera corretta affinché martedì siamo bene. Siamo al 100%. Forse l’unico è Petriccione che non ha giocato due partite, ma ripeto, perché aveva un problema al ginocchio, Liberali uguale. Liberali a Palermo doveva giocare. Ha un problema alla caviglia e quindi gli abbiamo dato il riposo, per la caviglia non tanto perché doveva giocare. Aveva male la caviglia, doveva giocare, ha preferito non giocare, altrimenti doveva essere uno della partita. Quindi sono questi due, sono gli unici che per motivi fisici non hanno giocato».

Il recupero di Iemmelo e le carte Oudin e Di Francesco

«Pietro Iemmelo ha questa situazione, po’ borderline che stiamo gestendo. Voi conoscete lui e io lo conosco ancora di più. Quanto lui vuole di questa partita, quanto si sta impegnando affinché possa recuperare. Abbiamo ancora due tre giorni di valutazione ed è ovvio che faremo una valutazione attenta. Per noi è un giocatore importante, però bisogna capire come ci arriva questa partita. Saremo vigili su di lui. Oudin vale un po’ come Di Francesco. Nel momento in cui nessuno ne parlava, nel momento in cui sembravano fuori, io immaginavo proprio questo. Immaginavo di portarli a oggi a una condizione che hai una carta da giocarti. Quindi sapevo che avevano bisogno di un po’ di spazio. Sono diverse le due situazioni, soprattutto Oudin, perché è un giocatore forte. Quindi arrivare alla partita del play-off con una carta in più. E oggi abbiamo una carta in più a tutti gli effetti, perché si è messo bene fisicamente, perché queste partite gli hanno dato ritmo e perché è un giocatore che ha delle qualità importanti».

Identità di gioco e l’importanza del cinismo

«Mi gratifica tanto, ovviamente, che la squadra abbia fraseggiato bene in alcuni momenti però è tutto legato al risultato. Mi dispiace perché nonostante ho visto anche io delle cose molto buone, vai a casa con la sconfitta. Questo non va bene. I ragazzi devono capire che il risultato poi è determinante. La nostra strada è quella e quella, è chiara. Chiunque gioca ormai ha capito che quella è una strada che ci permette poi di competere. Finalizzata però ail risultato. Abbiamo preso tre tiri in porta, tre gol. Non va bene. Quindi anche quello è un dato che io guardo e che dico… ci vuole un più di attenzione, nonostante, giocano bene, nonostante, sono bravi, sono focus, che sono troppo importanti in un campionato che è poi livellato».


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