Sicilia

Alaa Faraj detenuto a Palermo parteciperà al Premio Terzani a Udine

Alaa Faraj, vincitore della 22/a edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani con Perché ero ragazzo (Sellerio), detenuto a Palermo, potrà intervenire alla serata conclusiva del 9 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e riceverà il riconoscimento dalle mani della presidente di giuria Angela Terzani. Lo ha annunciato oggi la giuria del premio, cuore del festival vicino/lontano, dopo la comunicazione ufficiale da parte delle autorità competenti e l’autorizzazione del Tribunale di Sorveglianza di Palermo. «È una notizia nella quale abbiamo fortemente sperato», hanno dichiarato Angela Terzani e Paola Colombo, presidente dell’Associazione vicino/lontano, esprimendo gratitudine per la decisione e la possibilità data al pubblico di ascoltare «dalla voce stessa del suo autore» una storia che la giuria ha definito di «dignità e coraggio». Nella motivazione si definisce il libro «un racconto doloroso ma necessario». Faraj, nato a Bengasi nel 1995, lasciò la Libia nel 2015 su un barcone sul quale morirono 49 persone soffocate nella stiva; sbarcato in Italia, fu accusato di concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione e condannato a 30 anni. In carcere, dove continua a proclamarsi innocente, ha incontrato Alessandra Sciurba e ha trasformato la propria vicenda in scrittura, in un italiano imparato in cella, lettera dopo lettera. La serata della premiazione, condotta da Marino Sinibaldi, vedrà anche gli interventi di Alessandra Sciurba, Luciana Castellina, don Francesco Saccavini e, in collegamento, di Gustavo Zagrebelsky.


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