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Ilva, il governo verso un altro fallimento: Urso contava di venderla entro aprile, ma la gara rischia di saltare

La storia dell’Ilva è sempre stata foriera di sorprese e problemi, ma nessun ministro è riuscito nell’impresa di pasticciare una vendita come sta riuscendo a fare Adolfo Urso. Nonostante abbia promesso più volte che la cessione degli asset fosse ormai imminente, tutto sembra sempre più in alto mare. Le offerte di Flacks Group e Jindal Steel sono in bilico, vista la difficoltà di trovare un punto di incontro tra solidità economica, paletti ambientali e capacità di rilanciare la produzione.

Così ora, il ministero delle Imprese e del Made in Italy – secondo un’anticipazione de Il Sole 24 ore – starebbe pensando di ripartire da zero: una nuova gara e il tentativo di coinvolgere altri operatori del mondo della siderurgia. I nomi che circolano sono quelli di Arvedi (di nuovo, nonostante smentisca da un anno) e di Qatar Steel. Una cosa è certa: l’ennesima “scadenza” fissata per la cessione, cioè fine aprile, è ormai alle spalle e l’assegnazione non avverrà in tempi rapidi, con tutto ciò che comporta in termini di costi per le casse pubbliche e di sacrifici per i dipendenti, sicuramente in cassa integrazione fino a marzo 2027 e, al momento, senza certezze di integrazione del reddito al 70% da ottobre in poi.

L’ennesimo fallimento della gestione di Urso. Basti ricordare che, quanto decide di mettere Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria promise una cessione entro la fine del 2024. Quindi dopo il naufragio della trattativa con Baku Steel, è spuntato l’interesse di Flacks Group. Il fondo americano però non fornisce garanzie finanziarie né ha esperienze nel campo dell’acciaio: il bluff era al sole da mesi, ma il ministero ha insistito con il negoziato nella speranza di trovare un partner industriale che evidentemente non si è fatto avanti. Il Mimit ha quindi cercato di ripescare Jindal, la famiglia indiana che era stata bocciata ben due volte – la prima nel 2017 – nella corsa all’Ilva. Ma c’è lo scoglio di una richiesta importante sia sotto il profilo degli incentivi che dell’Autorizzazione integrata ambientale, che gli indiani vorrebbero assai meno stringente quando dovrà essere invece adeguata in senso restrittivo entro fine agosto per evitare la chiusura dell’area a caldo.

Ecco quindi che Ilva è nel pantano. E rispunta Arvedi come “cavaliere bianco”, proprio nel giorno in cui il ministero ha autorizzato agevolazioni fino a 22,5 milioni di euro a sostegno di un progetto da 82,5 milioni nel sito Cremona. I tempi, inevitabilmente, si allungheranno se il governo sarà davvero costretto a ripartire da zero. Con una conseguente e necessaria iniezione di soldi pubblici per garantire la continuità produttiva, tenendo in vita gli impianti – mentre è slittata la ripartenza dell’altoforno 4 – e la speranza di arrivare a un passaggio ai privati, che dovranno poi intervenire su costi e perimetro aziendale. Più passa il tempo, più è probabile che saranno necessari tagli draconiani per rendere sostenibile il business.

Le ultime indiscrezioni ha portato alla reazione della Uilm: “Non è più tollerabile che il sindacato e i lavoratori vengano informati attraverso i giornali. Serve rispetto e serve soprattutto chiarezza”, ha tuonato il segretario generale Rocco Palombella. Urso, ha accusato, “continua da mesi a inseguire ipotesi di cessione senza mai affrontare fino in fondo il risanamento, il rilancio industriale dell’ex Ilva e il ruolo dello Stato”. Il futuro dell’ex Ilva – dice Palombella – “non può essere affidato a soluzioni improvvisate o a operazioni costruite senza un confronto con le parti sociali”. È “indispensabile che il governo assuma fino in fondo la responsabilità di una presenza pubblica forte, anche attraverso una gestione diretta e temporanea, per garantire la continuità produttiva, la sicurezza degli impianti e la salvaguardia dell’occupazione”.

L’articolo Ilva, il governo verso un altro fallimento: Urso contava di venderla entro aprile, ma la gara rischia di saltare proviene da Il Fatto Quotidiano.


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