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Informazione Campania – NAPOLI – AL TEATRO ELICANTROPO “OLTRE LA LINEA” 2026

Si alza il sipario, le luci si abbassano, e nello spazio sospeso del Teatro Elicantropo il corpo torna a essere parola, respiro, necessità.

È da qui che prende il via, giovedì 30 aprile 2026 alle ore 20.30 (fino a domenica 3 maggio), Oltre la linea 2026, rassegna dedicata alla danza contemporanea e al teatro-danza che vedrà in scena le migliori produzioni in “studio” delle compagnie Akerusia Danza di Elena D’Aguanno, Art Garage di Emma Cianchi, Skaramakay di Erminia Sticchi, Mart dance di Marco Auggiero, Arabesque di Annamaria di Maio e Sfera Ovale di Sabrina d’Aguanno, affermate realtà coreutiche in rete con l’Associazione Culturale ItinerArte.

La rassegna si conferma, anche per il 2026, come osservatorio privilegiato sulla coreografia contemporanea, accogliendo alcune tra le più significative realtà del territorio in un dialogo aperto tra linguaggi, estetiche e generazioni.

Nata nel 2010, Oltre la linea mantiene intatta la sua vocazione: promuovere la danza come forma espressiva viva, capace di interrogare il presente e di farsi strumento poetico e politico al tempo stesso.

Il progetto si sviluppa in tre sessioni distribuite nel corso dell’anno: una prima tappa primaverile, seguita da un appuntamento autunnale e da una chiusura invernale, a testimonianza di un percorso che non si esaurisce nell’evento ma si configura come processo continuo di ricerca e condivisione.

La sessione primaverile, ospitata negli spazi del Teatro Elicantropo, inaugurerà il calendario con una programmazione intensa e articolata, in cui si alterneranno monologhi danzati, performance corali e lavori di confine tra teatro, musica e arti visive.

Il corpo diventa protagonista assoluto, inteso non solo come strumento tecnico ma come archivio emotivo, superficie sensibile capace di restituire tensioni, fragilità e desideri.

Ad aprire la rassegna, giovedì 30 aprile alle ore 20.30, sarà Deviazione della rondine di Akerusia Danza, un monologo danzato che si muove tra dimensione onirica e riflessione esistenziale, indagando il contrasto tra la paura della caduta e l’aspirazione al volo, metafora universale della speranza. La scrittura scenica si sviluppa per immagini, in un equilibrio costante tra parola, musica e movimento.

Il programma proseguirà, venerdì 1 maggio dalle ore 20.30, con una pluralità di sguardi, dalla rarefazione luminosa di Atto bianco presentato da Sfera Ovale, in cui il gesto si fa essenziale e sospeso, alla dimensione ludica e filosofica di Street Tale presentato da Arabesque, che restituisce al gioco la sua funzione originaria di motore creativo dell’agire umano. In questa prospettiva, la scena diventa spazio di riscoperta di un’innocenza perduta, dove l’oggetto quotidiano si trasforma in dispositivo narrativo

Non mancherà una riflessione sul rapporto tra individuo e natura, come in Adam Project, ultimo appuntamento della serata presentato da Mart Dance.

La serata di sabato 2 maggio prenderà il via alle ore 20.30 con Human 2 presentato da Artgarage e proseguirà con l’esperienza condivisa e partecipativa di Pezzi di me – Adagio affettuoso presentato da Akerusia danza, dove il pubblico è chiamato a entrare nel processo creativo, contribuendo a una continua ridefinizione dell’immagine e dell’identità. Qui la scena non è più solo luogo di rappresentazione, ma spazio di incontro, di rottura e ricostruzione.

Tra i momenti più intensi emerge Con il vento tra i capelli presentato da Skaramacay, che trasforma un’immagine poetica in una dichiarazione di libertà, interrogando i condizionamenti sociali e culturali legati al corpo femminile. Il movimento si fa, così, racconto, memoria e rivendicazione.

A chiudere la programmazione, domenica 3 maggio alle ore 18.00, sarà Una stanza tutta per sé, omaggio alla scrittura di Virginia Woolf presentato da Akerusia danza e Itinerarte, in cui parola e movimento si fondono in una drammaturgia ibrida.

La danza si fa qui strumento di traduzione e amplificazione del pensiero letterario, restituendone l’urgenza e l’attualità attraverso il linguaggio del corpo.

La direzione artistica di Oltre la linea 2026, condivisa tra Rosario Liguoro, Elena e Sabrina D’Aguanno, costruisce un percorso coerente che valorizza la pluralità delle esperienze senza rinunciare a una visione unitaria.

Al centro del progetto resta l’idea della danza come pratica viva, lontana da ogni forma di repertorio cristallizzato, capace di rigenerarsi continuamente attraverso l’incontro tra artisti, pubblico e spazio.

Oltre la linea è, in definitiva, un invito a guardare oltre il gesto codificato, oltre l’immagine superficiale, oltre il confine tra spettatore e scena. In quello spazio sottile e mobile, la danza continua a interrogare il presente e a immaginare nuove possibilità del sentire, attraversando i confini estetici, emotivi e culturali per riscoprire un linguaggio necessario, in grado di restituire complessità e profondità al nostro tempo.


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