Sir Susa Scai, Colaci e il dolce addio: «Sono sereno e voglioso di chiudere in bellezza la carriera»

di Carlo Forciniti
Un minimo di quattro. Un massimo di sette. Sono le partite che tra finale scudetto e Final Four di Champions League rimangono da giocare a Massimo Colaci, prossimo a diventare il direttore tecnico di Perugia una volta che appenderà le scarpe al chiodo.
Il libero della Sir Susa Scai si prepara a congedarsi dalla pallavolo giocata al livello massimo. Come da nome di battesimo. Come se fosse già tutto scritto in partenza. Agli albori di una carriera diventata poi leggendaria nel tempo.
No, il finale (di stagione), invece, non è già scritto a priori. È tutto da vivere. Per certi versi, addirittura da godere. E Massimo Colaci da Gagliano del Capo, Puglia, lo vive con la forza dei nervi distesi. Con la voglia di regalarsi altri momenti indelebili. Meglio se corredati da nuovi trionfi. Il libero bianconero ai microfoni di Umbria24 si sofferma su quello che verrà a livello personale, e di una finale scudetto ormai alle porte che si annuncia complessa ma per questo tremendamente affascinante.
Sir nel cuore «Sono molto sereno, e lo dico con sincerità. Mi sto preparando per affrontare il momento del ritiro già da un po’ – spiega -. Ho sempre detto che avrei voluto chiudere la carriera a Perugia e così farò. Non nascondo che quest’anno ho avuto una proposta da un’altra squadra ma ho sempre pensato di dire basta con la pallavolo giocata con la maglia della Sir» .
Questione di stimoli Colaci entra poi nei dettagli del suo futuro che lo vedrà mettersi alla prova in una nuova veste. «Con il presidente Sirci ci siamo parlati più volte e siamo arrivati a questa soluzione. Assumerò la carica di direttore tecnico. Un ruolo che mi stimola, per cui ho già delle idee ma è chiaro che avrò anche bisogno di tempo per imparare. Dopo la Champions League metteremo tutto nero su bianco. Tra noi è bastata una stretta di mano. È normale – argomenta il totem dei Block Devils – che le partite mi mancheranno dato che è la parte bella del nostro lavoro. Ma va bene così. Il ritiro sarà una festa che sarebbe ancora più bella se in questo finale di stagione riuscissimo ancora a toglierci delle nuove soddisfazioni. Ma non vivo gli ultimi appuntamenti stagionali come un’ossessione, anche perché il mio stato d’animo rischierebbe di influire sulla squadra».
Finale da Oscar La squadra, la Sir Susa Scai, che si avvicina ad una finale scudetto (si parte giovedì 30 aprile alle 20.30 al PalaBarton Energy) di livello altissimo. Come conferma il libero classe 1985. «Torneremo in campo dopo diversi giorni di pausa ed è un po’ strano – puntualizza Colaci -. Ma siamo pronti. Stiamo sfruttando questi giorni per arrivare preparati a gara 1 e più in generale al finale di stagione. Contro la Lube mi aspetto una serie molto difficile e stimolante. Affrontiamo una squadra fortissima, così come lo è la società. Non è un caso che Civitanova riesca quasi sempre ad arrivare in fondo anche quando attraversa momenti di difficoltà. Un motivo ci sarà. Si troveranno di fronte due squadre molto organizzate. Civitanova ha nella battuta uno dei suoi punti di forza principali, noi dovremo sfruttare le nostre abilità in ricezione per alimentare nel modo migliore possibile l’attacco, ed essere efficaci in fase break e nella fase muro-difesa. Poi a decidere le partite sarà anche il talento dei singoli. Ma voglio precisare una cosa: arrivare eventualmente a gara 5 sarebbe un successo, perché avremmo la possibilità di vincere. Viviamo la serie nella maniera più tranquilla possibile». Anche perché tra due potenze del genere può succedere di tutto. «Andare sopra 2-0 o magari sotto cambierebbe poco – avverte Colaci -. In passato ne abbiamo viste di ogni. Ma in ogni caso, proprio il passato conta relativamente. La squadra fino ad ora ha fatto quello che doveva fare e soprattutto quello che voleva fare. Siamo cresciuti durante i playoff. Viviamo delle nostre certezze che non sono garanzia di vittorie ma aiutano».
Dolce addio Un punto di partenza tutt’altro che secondario in vista della serie che assegna il tricolore. L’ultima che vedrà protagonista Massimo Colaci da giocatore. Pronto a tutto per aiutare la squadra a vincere. Come fa dal suo arrivo a Pian di Massiano: dal 2017. Come farà fra poco dietro la scrivania in un’altra veste. Che ad oggi è un orizzonte ancora lontano. Prima c’è da provare a vincere uno scudetto e una Champions League. Il massimo.
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