A 16 anni entrò nella Resistenza a Torino: Pasquale Vinella, un partigiano barlettano
“Un partigiano in Famiglia. È stato Pasquale Vinella, nato a Barletta ma trasferito con tutti i suoi a Torino, figlio di Biagio, falegname (fratello di mio nonno Vitantonio, sellaio) e di Anna Maria Cafagna, sorella di Gaetana che aveva sposato il mio omonimo antenato: due fratelli coniugati con due sorelle, il che faceva sentire i relativi figli molto più legati rispetto alla normale cuginanza…”. Così il giornalista e divulgatore Nino Vinella dall’album di famiglia ne ricorda la figura. “Vitantonio e Biagio, giovanissimi, erano approdati a Barletta dalla natia Bitritto (dove risiedono altri numerosi discendenti di rami familiari consanguinei, rami estesi fino a Putignano dove, per esempio, l’attuale sindaco è Michele Vinella) per fare fortuna.
Ma mentre mio nonno volle rimanerci aprendo bottega in via Ospedale dei Pellegrini alle spalle del Teatro Curci, Biagio, dopo il matrimonio e la nascita dei figli, decise con la moglie di raggiungere Torino dove si installò lavorando col proprio apprezzato mestiere e dove crebbe la numerosa famiglia, con solide radici cattoliche, avviandola a professioni differenti”.
Prosegue nel racconto il giornalista: “Ma torniamo a Pasquale Vinella, nato dunque a Barletta il 29 agosto 1927 e dichiarato “partigiano combattente” studente fra le “Fiamme Verdi” col nome di battaglia “Volpe” dal novembre 1943 al giugno 1945. Era studente. Aveva sedici anni… E la sua volontà di partecipare alla Resistenza derivava dalla propria cultura cattolica. Svolse attività partigiana nelle Fiamme verdi dall’8 novembre 1943 al 15 dicembre 1944 e nella 3ª Brigata della 10ª Divisione “Giustizia e Libertà” dal 16 marzo all’8 giugno 1945. Le Brigate Fiamme Verdi erano formazioni di ispirazione cattolica, talvolta direttamente guidate dalla Democrazia Cristiana. Nacquero, nel novembre 1943, in provincia di Brescia, su iniziativa del tenente degli alpini Gastone Franchetti. Le Brigate Giustizia e Libertà (G.L.) erano formazioni legate al Partito d’Azione, attive nella Resistenza italiana con ideali laici e democratici, spesso contrassegnate da un fazzoletto verde. Coordinate da Ferruccio Parri, costituivano la seconda forza partigiana più numerosa dopo quelle Garibaldi.






Animato dallo stesso spirito che lo aveva guidato nella Resistenza, Pasquale Vinella compì scelte coerenti anche sul lavoro. Immune al richiamo del boom economico, decise di servire lo Stato come dipendente incorruttibile delle Ferrovie. Lì portò alla luce gravi casi di corruzione. Per questo fu elogiato pubblicamente dal ministro Preti, ricevette un encomio solenne e una promozione e … un trasferimento da Torino a Milano, con un conseguente cambio di mansione, dove prese casa con la moglie Maria Pia Tammaccaro e i due figli, Maria Teresa e Biagio, chiamato così in onore del nonno paterno. Anche a Milano rivestendo comunque un importante ruolo amministrativo riuscì a portare avanti la sua lotta per la giustizia e sicurezza sul posto di lavoro. Una malattia improvvisa lo strappò all’amore della sua famiglia e al rispetto e affetto dei suoi collaboratori. Barletta rimase sempre nel suo cuore, se la morte non l’avesse strappato prematuramente sarebbe certamente tornato…Si ringrazia Roberto Tarantino (ANPI Bat) per la documentazione.
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