L’Italia è antifascista per storia, non per ideologia

In una Piazza Libertà carica di significato simbolico, il sindaco ha celebrato l’anniversario della Liberazione con un discorso che ha intrecciato la memoria storica locale con le inquietudini dello scacchiere internazionale. Davanti alle autorità civili, militari e alla cittadinanza, il primo cittadino ha ribadito con forza l’identità democratica della nazione, respingendo ogni tentativo di revisionismo.
Il sindaco ha aperto il suo intervento esprimendo profonda preoccupazione per il clima globale, definendo “inaccettabili” le recenti dichiarazioni di Donald Trump sulla distruzione di una civiltà. Richiamando le parole di Papa Francesco, De Toni ha descritto tali intenti come un “delirio di onnipotenza”, ricordando che la guerra rappresenta sempre una sconfitta.
Il fulcro del discorso si è poi spostato sulla storia cittadina. De Toni ha ricordato come proprio a Udine, il 20 settembre 1922, Benito Mussolini “sdoganò l’uso della violenza” definendola “moralissima, sacrosanta e necessaria”. Quella teorizzazione, ha sottolineato il sindaco, fu il preludio ad anni di persecuzioni, omicidi politici e alle tragedie della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto.
Un passaggio particolarmente sentito è stato dedicato a un recente episodio di cronaca locale: la comparsa di uno striscione neofascista davanti all’istituto tecnico Deganutti che recitava: ‘La scuola non è antifascista, è libera’. “Questa non è solo una provocazione: è un tentativo di riscrivere il significato delle parole”, ha dichiarato De Toni. “Dire che la scuola non è antifascista significa negare che cosa sia la nostra Repubblica”.
Il sindaco ha reso omaggio poi a Cecilia Deganutti, la partigiana friulana a cui la scuola è intitolata. Insegnante e crocerossina, la Deganutti scelse la resistenza della cura e del coraggio, rifiutando di tradire i propri compagni anche sotto tortura, prima di essere uccisa nella Risiera di San Sabba a soli trent’anni.
Richiamando il pensiero di Aldo Moro, De Toni ha descritto la Resistenza come “lo scatto ribelle di un popolo oppresso”. Il sindaco ha chiarito che non esiste contraddizione tra libertà e antifascismo, poiché la libertà di cui godiamo oggi nasce proprio dal “no” al fascismo.
Il sindaco ha rimarcato che comuni, regioni e scuole sono antifascisti per dettato costituzionale. “L’antifascismo non è una mera adesione ideologica, ma un dato storico oggettivo che fonda lo Stato pluralista”. È stata ricordata l’esperienza della Repubblica partigiana della Carnia, che anticipò i valori democratici poi sanciti dal referendum del 2 giugno 1946.
In vista dell’ottantesimo anniversario della Repubblica, De Toni ha concluso citando Gandhi per ricordare che, sebbene i tiranni possano sembrare invincibili per un tempo, la via della verità e dell’amore è destinata a vincere sempre. “Viva il 25 aprile, viva l’Italia repubblicana” è stato il grido finale che ha chiuso la cerimonia.
Source link




