Proiezioni, l’economia modenese cresce anche nell’incertezza globale. Redditi in aumento e disoccupazione stabile

Il Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena ha elaborato i dati diffusi da Prometeia riguardanti le previsioni economiche per i prossimi anni: malgrado il nuovo conflitto in Medio Oriente, non si evidenzia un sensibile peggioramento economico sia a livello globale che locale.
In questo quadro di incertezza legato agli approvvigionamenti di carburanti fossili, Modena risulta leggermente meno penalizzata rispetto al totale Italia; infatti, la crescita del valore aggiunto modenese arriverà al +0,5% sia nel 2026 che nel 2027, mentre la regione Emilia-Romagna si fermerà al +0,3% nel 2026 e al +0,4% nel 2027. L’Italia registrerà l’andamento peggiore, con un’economia pressoché stagnante.
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Ritorna positiva la crescita dell’export nel 2026, tuttavia non si tratta di una netta ripresa (+0,4%), che si realizzerà invece nel 2027 (+2,1%), cambia pertanto anche la quota dell’export sul valore aggiunto diventando il 57,9%, valore comunque molto più elevato sia rispetto alla media regionale (47,2%), che a quella nazionale (31,6%). La spinta inflazionistica data dall’incremento del costo del petrolio farà impennare le importazioni, che nel 2026 cresceranno del +8,8%, per poi passare al +5,3% nel 2027. Questo andamento porta ad un incremento della quota di import rispetto al valore aggiunto che diviene par al 24,2%.
Nonostante gli sviluppi incerti che potrebbero derivare da un incremento dei prezzi dei combustibili fossili o, addirittura, da una loro carenza, l’industria modenese non prevede uno scenario negativo, anzi il valore aggiunto della manifattura crescerà dell’1,1% nel 2026 e dell’1,2% nel 2027, risultato piuttosto positivo rispetto all’andamento dell’industria sia in Emilia-Romagna, che nel totale Italia. I servizi mostrano crescite inferiori, ma pur sempre positive, raggiungendo il +0,9% nel 2027, mentre appare negativo il trend delle costruzioni: nel 2026 sarà pari al -0,5% e nel 2027 scenderà al -1,8%. L’agricoltura avrà un andamento altalenante (+4,2% nel 2026 e -0,7% nel 2027).
La crescita degli occupati rimane bassa, ma piuttosto stabile: +0,7% nel 2026 e +0,6% nel 2027, anche il tasso di disoccupazione rimane costante intorno al 4,0%. Cresce infine il reddito disponibile delle famiglie, con un massimo del 3,9% nel 2026, per poi ripiegare l’anno successivo (+3,3%). E’ inoltre prevista una crescita maggiore dei consumi nel 2026 (+3,6%), probabilmente in concomitanza con un incremento dei prezzi. Il valore aggiunto per abitante raggiungerà i 39 mila euro, quasi diecimila euro in più della media italiana, mentre il valore aggiunto per occupato sarà più del doppio (85.300 euro).
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