Economia

Raee, la raccolta in Italia è ancora insufficiente e mancano investimenti in impianti di riciclo


Nel 2025 in Italia sono stateimmesse sul mercato circa 160mila tonnellate di batterie di grande taglia, mentre quelle già in circolazione superano le 800mila tonnellate. La raccolta di queste batterie a fine vita non è però ancora sufficiente a garantire flussi stabili di materiali, e questo rende poco interessanti gli investimenti in impianti avanzati di riciclo. Impianti che contribuirebbero inoltre alla sicurezza energetica e degli approvvigionamenti, alla decarbonizzazione e alla riduzione delle emissioni.

In questo momento, molti componenti dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) prendono la via dell’estero, uscendo dai confini dell’Unione europea: l’obiettivo comune è quello di invertire questa tendenza così da garantire un flusso stabile di materiali verso gli impianti di trattamento e massimizzare il recupero delle materie prime critiche, in primis dei Raee e dei rifiuti di batterie (Rb).

“Attualmente i componenti dei Raee più ricchi di materie prime critiche vengono esportati al di fuori dell’Unione europea o gestiti senza un adeguato riciclo di tali Crm”, spiega Giorgio Arienti, direttore generale di Erion Weee. “Una dinamica che determina una perdita di valore economico e industriale per il nostro Paese e, più in generale, per l’Europa. È quindi urgente incrementare la raccolta dei Raee e sostenere la realizzazione di impianti in grado di estrarre dai Raee anche i materiali presenti in piccolissima quantità”.

Per rispondere a questa esigenza, il Gruppo Seval ha programmato un nuovo impianto di batterie agli ioni di litio, una struttura che permetterà, una volta a regime, di trattare fino a 15mila tonnellate all’anno di batterie provenienti da veicoli elettrici, mobilità leggera e sistemi di accumulo industriale, recuperando materie prime critiche come litio, cobalto, nichel, manganese, alluminio e rame e reimmettendole nel ciclo produttivo. Un progetto che sarà replicato nel Sud Italia con un secondo impianto gemello presso Riplastic Spa a Potenza.


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