Altri tre lupi avvelenati nel parco nazionale d’Abruzzo: la denuncia del Wwf

Altri 3 lupi uccisi dal veleno nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: la denuncia arriva dal Wwf proprio nella giornata mondiale della Terra, che si celebra il 22 aprile.
Salirebbero così a 17 gli esemplari uccisi nel giro di pochi giorni. Un bilancio che si aggrava, come confermato dall’ente parco: “Una settimana fa vi abbiamo raccontato dei 10 lupi trovati morti: 5 nella zona di Alfedena e 5 nella zona di Pescasseroli. Da allora, senza sosta, sono proseguite le perlustrazioni e i rastrellamenti con il nostro personale e il supporto dei cani antiveleno del parco e dei carabinieri forestali di Assergi, non solo per cercare indizi necessari alle indagini ma anche per escludere la presenza di altre morti. Il tutto, ovviamente in raccordo con la procura di Sulmona. Purtroppo sono stati trovati altri animali morti: a Pescasseroli, sono stati rinvenuti 3 lupi in una zona diversa dalla precedente, e soprattutto un altro ‘focolaio’ è stato individuato a Bisegna, dove sono stati trovati 4 lupi, ma anche 3 volpi e 1 poiana. Infine un altro lupo è stato trovato a Barrea”.
“Ci troviamo davanti a una strage continua – tuona il Wwf – che colpisce al cuore il nostro patrimonio naturale. Spargere veleno per colpire una specie simbolo come il lupo, significa compiere un atto vile e criminale contro la biodiversità e un attentato alla sicurezza pubblica: gesti criminali che nel 2026 non possono restare impuniti”.
L’associazione, nel divulgare la notizia, si augura che l’indagine della procura di Sulmona porti rapidamente all’individuazione dei responsabili e che le comunità locali collaborino evidenziando anche come tali episodi mettano a rischio la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano, simbolo di queste terre”.
Parco e forze dell’ordine sono al lavoro per accertare le cause di morte e acquisire elementi utili alle indagini.
Ricevi le notizie di ChietiToday su Whatsapp
“La presenza di bocconi avvelenati è una vera e propria emergenza, come confermato dallo stesso Ministero della Salute che, considerato il serio rischio di avvelenamento per la popolazione umana, per gli animali e il grave rischio di inquinamento ambientale, con l’ordinanza dell’8 agosto 2025 ha ribadito il divieto di utilizzo e abbandono di esche e bocconi avvelenati – ricorda il Wwf – .Evidentemente questo divieto se non associato ad un investimento in prevenzione ed a sanzioni efficaci e dissuasive non è sufficiente per fermare questa tendenza sempre più diffusa. Serve una risposta ferma e immediata. Tollerare questi atti significa distruggere le basi della nostra società civile. Il Wwf Italia è a disposizione delle autorità preposte per supporto alle attività di bonifica dell’area con le proprie guardie e il proprio nucleo cinofilo anti-veleno”.
Source link




