Cultura

Tortoise – Live @ Santeria Toscana 31 (Milano, 17/04/2026)

Credit: Fabio Campetti

Istituzione dagli anni novanta i Tortoise, impegnati in questa secondo passaggio in Italia datato 2026, dopo il concerto perugino a Gennaio.

Direi che non hanno assolutamente bisogno di presentazioni, titolari, per non dire pionieri di un certo post-rock strumentale, che tre decadi fa, fu un genere spartiacque per un certo tipo di approccio, un sound alieno ai tempi, che continua a resistere, rigenerandosi e riposizionandosi, come reale influenza anche per nuovi progetti.

Freschi di release del ritorno anche sugli scaffali, con “Touch”, pubblicato lo scorso anno, l’ennesimo in cassaforte, ma a quasi dieci anni dal precedente, rimangono quella garanzia assodata di essere un progetto libero, orientato verso una ricerca sonora di qualità, e pescando dal mazzo delle loro pubblicazioni, non si sbaglia mai.

Santeria andata esaurita con largo anticipo, per un ritorno atteso, anche perché non così frequente.

Serata primaverile che sa quasi di estate anticipata.

Live puntualissimo che incomincia per le 21,15, per un’ora e mezza di grande musica, tra saliscendi sonori, atmosfere dilatate, paesaggi immaginari, impennate indiavolate, in una forma canzone esasperata tra influenze trasversali, confermando lo status dei Tortoise come capoclasse e pionieri di un genere che prima di loro non esisteva.

Classica formazione a cinque, quattro dei quali dalla storica iniziale, con abituali cambi di strumenti e postazioni rotanti, due batterie, spesso simbiotiche, glockenspiel, percussioni, suoni sintetici, basso, chitarre, insomma una piccola orchestra che dal passato remoto si proietta nel futuro.

Collettivo capitanato da John McEntire, vera e propria istituzione della scena underground di Chicago, simbolicamente a dirigere un ensemble che, decadi dopo, incanta come ai tempi migliori.

History reapiting.


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