Studenti, a Perugia posti letto potrebbero salire fino a 2mila. Ma non mancano gli ostacoli

A Perugia il numero di posti letto, sia pubblici che privati, a disposizione degli studenti potrebbe salire fino a quota 2mila, anche se gli ostacoli e le difficoltà non mancano. A fare il punto sui diversi progetti e sulle criticità registrate è stato, venerdì, l’amministratore unico di Adisu Giacomo Leonelli durante la riunione della commissione Urbanistica del Comune; seduta nel corso della quale è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno di Pensa Perugia.
Numeri Leonelli ha spiegato che il fabbisogno complessivo riguarda circa 4mila studenti iscritti ai sei atenei e istituti presenti in città che, per reddito e merito, hanno diritto a un alloggio. Attualmente 1.300 studenti sono stati sistemati, mentre gli altri hanno scelto fin da subito il contributo economico da 1.800 euro l’anno per trovare una soluzione sul mercato privato. Oggi Adisu gestisce a Perugia otto collegi per un totale di 1.170 posti letto, numeri che non bastano a coprire le richieste. Leonelli ha però illustrato quattro progetti in corso che dovrebbero far crescere ulteriormente l’offerta pubblica. Il primo riguarda l’ex foresteria Chianelli, nella zona dell’ospedale, che dovrebbe entrare in funzione entro quest’anno con altri 40-50 posti. Gli altri tre interventi dovrebbero essere completati entro tre anni e riguardano l’area vicina all’auditorium San Francesco, lo studentato a Fontivegge, dove i lavori sono ripresi, e via Faina.
Progetti Proprio via Faina rappresenta uno dei nodi più complessi. Le tre residenze sono chiuse da tempo per problemi strutturali, con una perdita di 166 posti letto. Leonelli ha spiegato che in questo caso sarà necessaria la demolizione e la successiva ricostruzione degli edifici. A Fontivegge, invece, è in corso la realizzazione di uno studentato all’interno del fabbricato della stazione che metterà a disposizione 67 stanze per 89 studenti. Sul fronte pubblico, secondo le stime di Adisu, entro il 15 luglio potrebbero essere disponibili altri 250 posti, «un terzo del mercato privato», ai quali potrebbero aggiungersi altri 700 posti provenienti da operatori privati. Leonelli ha però precisato che manca ancora la certezza definitiva perché le procedure sono complesse. In prospettiva, il numero dei posti pubblici disponibili a Perugia potrebbe salire fino a circa 1.700, mentre con il contributo delle iniziative private si arriverebbe a sfiorare quota 2mila.
I privati Per quanto riguarda i privati, Leonelli ha ricordato che i posti autorizzati sono 72 a Montebello, di cui 22 riservati ad Adisu, 253 a San Sisto, di cui 73 Adisu, 40 alla Piaggia Colombata, di cui 12 Adisu, 25 in via Mentana, di cui 7 Adisu, 22 in via Graziosa, di cui 7 Adisu, 46 in via Campo di Marte, di cui 14 Adisu, 71 all’Hotel Giò e 151 in largo Cacciatori delle Alpi nell’ex Inpdap, di cui 46 Adisu. Per tutti questi progetti si è ancora in attesa della firma delle convenzioni. Leonelli ha riferito anche della situazione del complesso Fermi di San Sisto, per il quale è stata avviata la risoluzione del contratto, e del Tirrenus di Montebello, chiarendo poi che la gestione degli studentati pubblici resta in capo ad Adisu, in convenzione con Afor, mentre per le strutture private se ne occupano direttamente i soggetti proprietari.
Il documento L’ordine del giorno approvato dalla commissione, presentato dai consiglieri Cesare Carini e Mazzanti di Pensa Perugia, impegna l’amministrazione comunale a sollecitare Adisu e Regione per completare rapidamente i lavori di via Faina e recuperare i 166 posti persi. L’atto chiede anche di promuovere un piano comunale per ampliare l’edilizia universitaria, recuperando immobili dismessi e favorendo convenzioni tra pubblico e privato. Inoltre il Comune dovrà riferire periodicamente al Consiglio comunale sull’evoluzione della situazione degli alloggi e sulle iniziative adottate, con il coinvolgimento del garante degli studenti nella commissione di garanzia Adisu.
Gli emendamenti Nel corso della discussione sono stati accolti anche due emendamenti proposti dal capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo Mencaglia. Il primo punta a favorire la partecipazione del Comune, insieme ad Adisu, Università e privati, ai bandi nazionali ed europei per incrementare i posti letto. Il secondo rafforza il ruolo del Comune nella predisposizione di un piano per l’espansione dell’edilizia universitaria.
La seduta Durante il dibattito Giorgia Chioccoloni, garante nella commissione di garanzia degli studenti Adisu Umbria, e Nicoletta Schembari, coordinatrice di Udu, hanno parlato dell’importanza dell’ordine del giorno per definire il modello di città da costruire attorno al diritto allo studio. Secondo le rappresentanti degli studenti un cambio di passo c’è stato, ma «la sfida da vincere è ancora complessa». Leonardo Varasano di Progetto Perugia ha condiviso le osservazioni degli studenti sulla qualità dell’offerta formativa e degli alloggi, chiedendo però maggiori dettagli sul fabbisogno complessivo, sui gestori delle future strutture e su eventuali progetti di recupero di alberghi dismessi. Edoardo Gentili di Forza Italia ha giudicato l’atto «poco pregnante» rispetto al quadro illustrato da Leonelli e ha chiesto dati più precisi su costi e numeri dei progetti pubblici e privati. Ha inoltre espresso preoccupazione per il calo di 150 posti registrato dall’Università di Perugia negli ultimi dieci anni.
Il dibattito Margherita Scoccia ha chiesto chiarimenti sullo studentato dell’Ottagono e sulle ipotesi di riqualificazione di immobili dismessi come via del Giochetto e Onaosi. Leonelli ha risposto che l’Ottagono è una struttura pienamente funzionante e assegnata ogni anno agli studenti, mentre su Onaosi ed ex segreterie c’è stato un interessamento di Adisu, ma la decisione finale spetta ai proprietari degli immobili. Il capogruppo del Partito democratico Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha infine invitato a considerare il welfare studentesco come una leva centrale per la città, sostenendo che gli studenti «non possono essere considerati soggetti da “spremere”», ma rappresentano «la più grande risorsa per la città».
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