La truffa corre anche su Tik Tok: denunciato un aretino

L’annuncio per una cucina a prezzo vantaggioso, ma dietro si celava una truffa. Lo ha scoperto, a sue spese una donna alla quale sono stati sottratti 250 euro. Le indagini dei carabinieri sono giunte fino in provincia di Arezzo dove è stato denunciato un uomo di 64 anni per truffa in concorso.
La storia della truffa
Come racconta Frosinone Today nei giorni scorsi, a conclusione di un’attività investigativa, i militari della stazione dei carabinieri di Aquino, in provincia di Frosinone, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino tre soggetti, accusati del reato di truffa in concorso.
L’indagine è iniziata lo scorso 27 marzo 2026, quando una cittadina residente ad Aquino si è presentata dai carabinieri per formalizzare una denuncia-querela. La donna ha raccontato di essere caduta nella trappola di finti venditori online mentre navigava su TikTok.
I truffatori avevano pubblicato un annuncio civetta per la vendita di una cucina a un prezzo vantaggioso. Attraverso abili artifizi e raggiri, i finti inserzionisti sono riusciti a carpire la fiducia della vittima, inducendola a bloccare l’acquisto.
Seguendo le istruzioni fornite dai malfattori, la donna ha effettuato un pagamento complessivo di 250 euro ricaricando una carta prepagata Postepay, risultata poi formalmente intestata a uno dei membri del gruppo. Non appena incassata la somma, i truffatori hanno messo in atto il consueto copione: si sono resi immediatamente irreperibili, chiudendo l’annuncio e interrompendo ogni canale di comunicazione con l’acquirente.
Le indagini e l’identificazione
Nonostante il tentativo di far perdere le proprie tracce nel web, gli accertamenti telematici e bancari condotti dai Carabinieri della locale Stazione hanno permesso di seguire il flusso del denaro.
L’incrocio dei dati ha consentito di smascherare l’identità dei presunti responsabili, rivelando un sodalizio operante a distanza e dislocato in diverse città italiane. I militari hanno infatti identificato e denunciato all’autorità giudiziaria un uomo di 64 anni residente a Cavriglia (Arezzo), un 30enne residente a Milano e un 78enne residente a Napoli.
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