Il volto tv Roberto Giacobbo diventa produttore di Primitivo in Puglia
Centotre cantine pugliesi brillano nel corso della 58esima edizione del Vinitaly, prestigioso salone internazionale del vino e dei distillati, nonché occasione di confronto per produttori, buyer e curiosi del settore enologico. Il nettare di Bacco made in Puglia ha raggiunto negli ultimi anni un valore produttivo superiore ai 300 milioni di euro, con 38 denominazioni tra DOP e IGP, divenendo motore dell’economia regionale, capace di imporsi con autorevolezza sui mercati esteri. Questi sono solo alcuni dei risultati emersi dai primi incontri della kermesse veronese, che ci restituiscono un quadro nitido ormai da tempo: l’identità dei vitigni autoctoni pugliesi ha una forza magnetica capace di stregare i palati più raffinati e attrarre investitori illustri.
È il caso di Roberto Giacobbo. Il divulgatore scientifico e amato conduttore dei programmi televisivi “Voyager” e “Freedom – Oltre il confine”, abituato a catturare l’attenzione dello spettatore con la sua narrazione dei misteri del mondo, stavolta, si è lasciato rapire dal fascino del vino pugliese, ritrovandosi a produrlo. Nasce così “Torreclava”, Primitivo 100% biologico, dell’azienda agricola “Terre di Maria”, sita a Orta Nova, nel Foggiano. Giacobbo, per metà veneto, è legato all’enologia fin dal 1976: era solo un bambino quando il suo papà acquistò una vigna poco fuori Roma, in cui piantò il primo filare di “Torreclava” per il consumo personale. A distanza di anni il divulgatore televisivo è riuscito finalmente a realizzare il sogno dei suoi genitori: quel vino rosso dal sapore di famiglia è diventato un’etichetta, frutto di agricoltura biologica, grazie all’impegno di sua figlia Giovanna e del suo fidanzato Cataldo Faretra, founder dell’azienda foggiana.
Il rosso rubino “Torreclava” è pronto a stupire e riempire i calici degli esperti presenti al Vinitaly 2026, nel padiglione 11 dedicato al Tacco d’Italia, proiettandosi sui mercati internazionali. Ma Giacobbo è solo l’ultimo tassello di un mosaico che vede la Puglia come terra d’elezione vitivinicola per molte celebrità. Prima di lui, il pioniere Al Bano Carrisi, che ha giocato in casa con le sue storiche “Tenute Al Bano” a Cellino San Marco, in Salento, seguito da Riccardo Scamarcio, con la sua produzione di vino “Rivale” in quel di Polignano a Mare, così come Michele Placido, cofondatore del progetto “Placido-Volpone”, focalizzato sul Nero di Troia. Non si può dimenticare Bruno Vespa che nella sua “Masseria Li Reni”, a Manduria, ha dato vita alla sua etichetta di Primitivo.
Non finisce qui. Perché il fascino dei vini pugliesi ha valicato più volte i confini nazionali, seducendo stelle sportive e hollywoodiane: dal campione Lionel Messi, che ha legato il proprio brand a Primitivo e Negroamaro tramite collaborazioni con cantine locali, passando per Ronn Moss con il progetto “Wine Moss” a Fasano, con etichette a base di Primitivo, Verdeca e Susumaniello, fino a Cameron Diaz che nel 2023 ha scelto le foggiane “Cantine Losito” per la sua linea di vini biologici e vegan-friendly “Avaline”, destinata al mercato statunitense.
È un’evoluzione straordinaria se si pensa che, fino al secondo dopoguerra, i rossi pugliesi — corposi e alcolicamente robusti — venivano usati quasi esclusivamente per “tagliare” i vini del Nord, donando loro struttura e colore. Dalla mescita anonima nelle antiche osterie milanesi (non a caso chiamate “I trani” fino agli anni ’50) ai calici sorseggiati oggi dallo star system mondiale: bisogna ammetterlo, l’enologia pugliese ne ha percorsa di strada, divenendo sotto diversi aspetti protagonista assoluta del palcoscenico globale.




