Trieste, al via “Condividi?”: progetto contro bullismo e cyberbullismo nelle scuole medie
13 aprile 2026 – ore 20:30 – Un percorso di prevenzione e sensibilizzazione contro bullismo e cyberbullismo rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado, con incontri in classe e uno spettacolo teatrale finale. È il progetto “Condividi?”, promosso dal Comune di Trieste nell’ambito delle attività del Centro per le Famiglie e presentato oggi dagli assessori Massimo Tognolli e Caterina de Gavardo, insieme ad Annalisa Castellano e al vice commissario della Polizia Locale Marco Degrassi. “Il bullismo è una situazione in cui non hai nessuno al tuo fianco e resti sempre solo”: da questa riflessione raccolta durante gli incontri nelle scuole prende avvio l’iniziativa, che si inserisce nel solco del Protocollo d’intesa “Prevenzione e sensibilizzazione per la tutela dei minori”, approvato dal Comune nel 2022 e sottoscritto, tra gli altri, dal Dipartimento Servizi e Politiche Sociali e dal Dipartimento Polizia Locale, Sicurezza e Protezione Civile del Comune di Trieste, dall’Ambito Carso Giuliano (Comuni di Muggia, Duino Aurisina, San Dorligo della Valle, Sgonico e Monrupino) e dalle Polizie locali dei Comuni coinvolti.
Il progetto, ha spiegato l’assessore ai Servizi e Politiche Sociali Massimo Tognolli, è dedicato ai giovani e si articola in due momenti: attività in classe e uno spettacolo teatrale in programma il 16 aprile alle 10.30 al Teatro Bobbio. “L’obiettivo è fornire strumenti utili per contrastare un fenomeno sempre più diffuso”, ha detto, sottolineando come a Trieste i ragazzi in età scolare siano circa 18 mila, di cui oltre 5 mila intercettati dalle attività comunali. Sulla necessità di un approccio coordinato si è soffermata l’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina Caterina de Gavardo, evidenziando il ruolo della Polizia Locale sia sul fronte dell’intervento sia su quello della prevenzione. “È un tema complesso, che coinvolge anche aspetti legali. Fondamentale è fare rete”, ha affermato, richiamando anche le difficoltà dei giovani nel distinguere tra dimensione virtuale e realtà. A fornire il quadro statistico è stata Annalisa Castellano, responsabile dell’Ufficio direzione, programmazione controlli del Dipartimento delle Politiche sociali: secondo dati Istat aggiornati a giugno 2025, nel 2023 il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha subito episodi offensivi o aggressivi, con una quota significativa di casi ricorrenti. Lo studio Espad Italia 2024 indica inoltre oltre un milione di studenti vittime di cyberbullismo e un 32% che ammette di aver agito come cyberbullo almeno una volta. A livello europeo, secondo l’Oms, l’11% degli adolescenti è vittima di bullismo a scuola.
Castellano ha ricordato anche il lavoro svolto direttamente nelle classi, dove gli operatori raccolgono le definizioni dei ragazzi: quella scelta quest’anno evidenzia “un forte legame con il disagio giovanile” e richiama il ruolo delle istituzioni nel supporto a minori e famiglie. Il vice commissario della Polizia Locale Marco Degrassi ha sottolineato l’evoluzione dell’impegno del Corpo, sempre più coinvolto anche in attività formative oltre all’educazione stradale. “Nel mondo digitale i bulli possono essere ovunque – ha detto – e per questo l’informazione è fondamentale”. Dal 2015 a oggi l’iniziativa ha coinvolto oltre 7 mila studenti. Per il 2026 partecipano gli Istituti comprensivi Altipiano, Divisione Julia, Giovanni Lucio, Marco Polo, Rilke, Margherita Hack, Ai Campi Elisi, Valmaura, Josip Pangerc e Roli, per un totale di 37 classi e 731 alunni. Il progetto prevede due incontri in classe condotti da educatori, assistenti sociali e agenti della Polizia Locale, con il coinvolgimento degli insegnanti, e la visione dello spettacolo teatrale “Condividi?”, prodotto dalla compagnia Teatro in Movimento e inserito nel progetto “Generazioni Connesse”. La rappresentazione affronta il tema attraverso la storia di due dodicenni vittime di bullismo e cyberbullismo, nata da un lavoro di confronto con studenti su esperienze reali. L’obiettivo è promuovere consapevolezza, favorire un uso responsabile del web, stimolare la condivisione e rafforzare la capacità di chiedere aiuto, contribuendo al benessere scolastico e alla prevenzione del disagio giovanile.
Articolo di Francesco Viviani



