Non è stato lui ad avvelenare i caffè

Claudio Tacconi “non ha mai avuto comportamenti riconducibili a minacce o molestie” nei confronti dei colleghi. Né “sono ricollegabili all’avvelenamento nessuna delle azioni o comportamenti che i testimoni hanno riferito agli investigatori”. Su questi punti si è concentrata l’arringa dell’avvocato Gabriele Bordoni, difensore dell’ex coordinatore infermieristico del 118 a processo con rito abbreviato per simulazione di reato, lesioni e stalking ai danni di alcuni operatori del soccorso dell’Ausl di Bologna per il caso degli avvelenamenti all’interno della centrale di soccorso.
Nell’udienza di lunedì mattina, davanti al giudice dell’udienza preliminare Andrea Romito, Bordoni ha chiesto l’assoluzione di Tacconi, accusato di essere la mano dietro a diversi malori provati da una decina di operatori del 118 bolognese tra il marzo 2020 e il novembre 2023. Vertigini, sonnolenza e mancamenti che, per la sostituto procuratore Francesca Rago, sarebbero stati causati da farmaci a base di benzodiazepine che Tacconi avrebbe sciolto di nascosto in cibo, bevande e caffè, creando un clima di paura e tensione. Per lui, nella scorsa udienza la pubblico ministero aveva chiesto la condanna a due anni di reclusione. Tra le parti civili costituite nel processo c’è la stessa Ausl.
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“Di tutti gli episodi che sono contestati, solo tre che riguardano i caffè sono minimamente significativi, e nessuno di questi però ascrivibili a Tacconi”, ha ribadito invece Bordoni concentrandosi sui racconti fatti dai colleghi, fatti, secondo l’avvocato, di “ricordi lacunosi” che “inizialmente poco specifici, fanno riferimento all’imputato solo quando prende piede l’idea che possa essere stato lui”.
L’accusa di simulazione di reato riguarda invece due casi l’imputato aveva dichiarato di essere stato a sua volta intossicato, assumendo a sua insaputa delle sostanze in caffè e tisane, mentre il terzo riguarda una rapina che Tacconi disse di aver subito da parte di ignoti (che lo avrebbero anche percosso), ma che secondo l’accusa avrebbe inscenato per sviare i sospetti sul suo conto.
Claudio Tacconi si è sempre dichiarato innocente. L’udienza in cui il giudice leggerà il dispositivo della sentenza è fissata il 6 maggio alle ore 11.
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