Lazio

l’ex stabilimento ‘La Casetta’ ridotto in cenere

Domenica di paura e fiamme sul lungomare Amerigo Vespucci. Quello che doveva essere un tranquillo pomeriggio si è trasformato in un’emergenza ambientale e di sicurezza quando un incendio devastante ha sventrato ciò che restava de ‘La Casetta’, storica icona balneare di Ostia, ormai da anni scivolata in un inarrestabile declino.

Le fiamme hanno divorato in pochi istanti le vecchie cabine in legno, trasformando lo scheletro della struttura in una torcia visibile a chilometri di distanza.

Un tempo fiore all’occhiello del litorale

Il rogo è divampato nel cuore della struttura, un tempo fiore all’occhiello del litorale e oggi ridotta a un rudere spettrale, spesso rifugio di fortuna per disperati e occupanti abusivi.

Una battaglia contro il tempo

L’allarme è scattato immediatamente, portando sul posto diverse squadre dei Vigili del Fuoco e pattuglie delle forze dell’ordine.

Le operazioni di domatura del rogo si sono rivelate una vera sfida: la natura dei materiali — legno secco, detriti e plastiche stratificate negli anni di abbandono — ha creato un mix altamente infiammabile, rendendo il lavoro dei pompieri particolarmente lungo .

Il simbolo del degrado

Non è la prima volta che le cronache si occupano de ‘La Casetta’, ma l’episodio di domenica 12 aprile segna probabilmente il punto di non ritorno per lo stabilimento.

L’incendio riaccende prepotentemente il dibattito sulla sicurezza e sul destino delle strutture abbandonate del litorale romano: ferite aperte nel tessuto urbano che, tra occupazioni e incuria, continuano a rappresentare un pericolo costante per la pubblica incolumità.

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