Piemonte

Eredità Agnelli, chiesto il processo per John Elkann: accuse di truffa ed evasione


La procura di Torino ha notificato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di John Elkann, presidente di Stellantis e ad di Exor, nell’ambito dell’inchiesta penale sulla gestione dell’eredità di Marella Caracciolo, moglie dell’Avvocato Gianni Agnelli. I reati contestati a vario titolo sono truffa aggravata ai danni dello Stato ed evasione fiscale fraudolenta. Insieme a Elkann, la richiesta di processo riguarda anche Gian Luca Ferrero, presidente della Juventus e storico commercialista di famiglia.

L’indagine, condotta dai pm Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti, ha radici in un esposto presentato da Margherita Agnelli, figlia dell’Avvocato e madre dei fratelli Elkann, che da anni porta avanti una battaglia civile per la ridefinizione dell’asse ereditario dei genitori. Al centro del filone penale c’è la residenza di Marella Caracciolo, deceduta nel 2019: secondo l’accusa, la sua residenza in Svizzera sarebbe stata fittizia, costituita mediante «artifizi e raggiri» per eludere le norme fiscali italiane sulle successioni.

Secondo i rilievi della Guardia di finanza, la vedova di Gianni Agnelli avrebbe vissuto stabilmente in Italia per la maggior parte dell’anno. Questa circostanza avrebbe comportato l’obbligo di versare le imposte in Italia, inclusa la tassa di successione sui beni detenuti all’estero. Nell’estate del 2025, John Elkann aveva effettuato un versamento di 183 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate a titolo di regolarizzazione delle imposte e delle sanzioni legate alle contestazioni mosse dai magistrati e dai finanzieri.

Il procedimento è stato ulteriormente appesantito dall’accusa di falso ideologico in atto pubblico mossa a Ferrero in concorso con il notaio Remo Maria Morone. L’ipotesi degli inquirenti riguarda la presunta retrodatazione di due documenti necessari all’iscrizione della società semplice “Dicembre” presso la Camera di Commercio di Torino. La “Dicembre” è la cassaforte di famiglia che detiene il controllo di Exor e, a cascata, di tutte le principali realtà industriali ed editoriali del gruppo. La regolarità dei passaggi di quote e delle comunicazioni formali avvenute dopo la morte di Gianni Agnelli è uno dei punti centrali dell’accertamento giudiziario.

La difesa dei fratelli Elkann ha più volte sottolineato, invece, che l’assetto della Dicembre non potrà subire modifiche alla luce del patto firmato a suo tempo dalla signora Margherita

La notizia della richiesta di rinvio a giudizio è emersa questa mattina durante l’udienza preliminare nella quale il gup doveva decidere riguardo al reato di evasione fiscale fraudolenta per il quale, nei mesi scorsi, il gip aveva chiesto l’imputazione coatta per Elkann e Ferrero. L’udienza di oggi riguardava infatti il procedimento che vede solo Elkhann e Ferrero a cui si contestano due annualità relative agli anni di imposta 2018 e 2019. Il giudice dell’udienza preliminare ha fissato, infine, al 22 giugno la data per la riunificazione formale dei procedimenti, quando si deciderà se riunificare i fascicoli inizialmente separati e anche la posizione di Morone e disporre il processo per tutti.

Recentemente, infatti, la Corte di Cassazione aveva respinto il ricorso della difesa di Elkann contro l’imputazione coatta disposta dal giudice Antonio Borretta per le annualità fiscali 2018 e 2019, per le quali i pm avevano inizialmente ipotizzato l’archiviazione. Il giudice per le indagini preliminari aveva invece ritenuto necessari ulteriori accertamenti, decisione ora blindata dalla Suprema Corte.

Parallelamente, la giudice Giovanna Di Maria aveva respinto la richiesta di messa alla prova avanzata dai legali di John Elkann, che avevano proposto lo svolgimento di attività di tutoraggio in una scuola salesiana di Torino. Rigettata anche la richiesta di patteggiamento per Gian Luca Ferrero, che prevedeva la commutazione della pena detentiva in una sanzione pecuniaria di 73mila euro.

A seguito di questi provvedimenti, gli atti sono stati restituiti alla procura per la formulazione di un atto di chiusura indagini unitario.


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