Brown Horse – Total Dive
Brown Horse capitolo terzo, dopo due belle prove con “Resevoir” e “All The Right Weaknesses” la band di Norwich che di recente ha accompagnato Courtney Marie Andrews in tour si affida al produttore Owen Turner e a Neve Cariad a supporto della parte vocale, tranne che in “Sorrow Reigns” e “Oblivion”, con Ben Rodwell alla batteria in ogni brano.

Emma Tovell, Nyle Holihan, Rowan Bramham e Patrick Turner esplorano territori già battuti trovando nuove strade, sondano con mano ferma il confine sentimentale tra indie rock, alt rock e country. L’atmosfera si fa subito intensa con la batteria di Rodwell e le chitarre elettriche che sferzano “Sorrow Reigns”, brano potente ed evocativo.
“Twisters” ricorda gli Uncle Tupelo e lo fa in modo accattivante e riuscito, ma è “Comeback Loading” il momento clou di “Total Dive”, con quella citazione di Bruce Springsteen (“I was wondering do you still play the Boss sometimes / thunder out over the edge of town / nothing but darkness on the road behind“) e il profumo di vecchie t – shirt.
Dolente e nostalgica “Hares”, un viaggio maturo e consapevole tra cieli rosa e tetti di fattorie che s’interroga sul lasciare andare o trattenere chi si ama, di bene in meglio con “Heart Of The Country” che ha qualcosa del miglior Neil Young nella grana delle chitarre senza tempo. Grintoso indie rock quello della title track, che dietro un forte impianto melodico nasconde la propria vulnerabilità.
“Wreck” è l’attimo in cui cade ogni difesa, altro viaggio disperato e senza freni nelle campagne del Norfolk, tra ristoranti chiusi e ragazzi con la maglietta dell’ Hard Rock Café, la lunga via del ritorno è allietata da armonie e ritornelli commoventi e sinceri (“I don’t believe you when you say / nothing good could ever come of / you asking me to stay“).
I Brown Horse restano la band più americana d’Inghilterra e lo dimostrano ancora con “Oblivion” e “Heavy” che sono l’antidoto perfetto a un dolore che non diventa mai disperazione ma si trasforma in resistenza, pura tenacia notturna e cristallina, quella di “Watching Something Burn Up”. C’è veramente qualcosa di biblico nel mondo di “Total Dive”, che è già un piccolo grande classico.
Source link




