sequestri e denunce dalla Bufalotta ad Anagnina
Non si ferma l’offensiva del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma contro l’illegalità diffusa.
In un weekend di controlli serrati che ha abbracciato l’intera Capitale — dalle periferie del quadrante Nord fino al litorale di Ostia — i Finanzieri hanno messo a segno una serie di interventi mirati a smantellare i traffici illeciti che si muovono all’ombra delle vie di comunicazione romane.
Sotto la lente d’ingrandimento dei militari sono finiti non solo lo spaccio e l’abusivismo commerciale, ma anche il pericoloso fenomeno del porto abusivo di armi bianche.
Armi e droga nel cruscotto: il blitz alla Bufalotta
L’operazione più significativa è scattata nella zona Cinquina-Bufalotta. Durante un pattugliamento delle principali arterie stradali, i “Baschi Verdi” hanno intercettato un’auto il cui conducente mostrava un atteggiamento sospetto.
L’intuizione dei militari ha trovato conferma durante l’ispezione dell’abitacolo: nascosti all’interno del cruscotto sono spuntati due coltelli, uno dei quali con una lama di ben 26 centimetri. Oltre alle armi, l’uomo è stato trovato in possesso di alcune dosi di hashish, immediatamente ritirate dalla circolazione.
Litorale sotto scacco: controlli a Ostia
La morsa delle Fiamme Gialle non ha risparmiato il X Municipio. Ad Ostia, i controlli si sono concentrati sulle aree di maggiore aggregazione:
Armi da taglio: È stato individuato e sequestrato un coltello a serramanico di 9 centimetri, dotato di un pericoloso meccanismo di blocco della lama.
Sostanze stupefacenti: Un cittadino straniero è stato fermato e segnalato perché trovato in possesso di hashish.
All’Anagnina il colpo al mercato del “falso”
L’attività di contrasto si è spostata infine nel nodo di scambio di Anagnina, terminal strategico per il commercio illegale. Qui, i finanzieri hanno sorpreso un uomo di nazionalità marocchina mentre tentava di piazzare sulla piazza capitolina 146 capi di abbigliamento contraffatti.
La merce, che riproduceva fedelmente i loghi di noti brand internazionali, è stata sottratta al mercato nero, infliggendo un duro colpo alla filiera dell’abusivismo commerciale che alimenta la microcriminalità locale.
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