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“Uomini e donne? Non mi vergogno. Affrontare a 16 anni l’improvvisa morte di mio padre fu un’impresa durissima”: parla Francesco Arca

Un calciatore fallito, una poliziotta ribelle, una borsa rubata sulla scena di un crimine. Sono i punti nodali di “La Buona Stella” la nuova serie tv in tre serate, diretta da Luca Brignone, coprodotta da Rai Fiction e Paypermoon, in onda da lunedì 13 aprile alle 21.30 in prima visione su Rai 1. Tra gli interpreti, Miriam Dalmazio, Filippo Scicchitano e Francesco Arca. Quest’ultimo ha rilasciato una intervista a Il Messaggero e ha raccontato aspetti inediti della sua vita privata.

Affrontare a sedici anni l’improvvisa morte di mio padre fu un’impresa durissima (deceduto nel 1995 durante una battuta di caccia in Toscana, ndr). – ha dichiarato – In qualche modo mi ritrovai a fare l’uomo di casa e in qualche modo prendere delle responsabilità nei confronti di mia madre e mia sorella. La mia adolescenza durò poco, non avevo mai provato un dolore così forte e profondo”.

“Il colpevole? Mai trovato. – ha continuato – Nonostante le due indagini quello di mio padre resta un mistero irrisolto. Nessuno ha mai pagato per la sua scomparsa e non aver avuto risposte in questo senso è stato terribile, anche se ormai ho imparato a conviverci. Questa tragedia mi ha segnato, per anni ho vissuto in maniera rabbiosa, ma non mi ha spezzato. Le ferite adesso si sono un po’ rimarginate”.

Poi la decisione importante: “Mi trasferii a Roma per studiare recitazione. Iniziai a darmi da fare per evolvere nella vita e nel lavoro”. Quindi la partecipazione a “Uomini e donne”: “Non mi vergono di niente. Avevo vent’anni e dopo la morte di mio padre iniziai a fare una vita così faticosa e complicata che non ho niente da rinnegare di quei primi anni nel mondo dello spettacolo. Nessun imbarazzo. Ho fatto un percorso”.

La cicatrice sul sopracciglio? “Una scazzottata giovanile. Ne ho fatte di cazzate”.

Il ruolo in “La Buona Stella”

Francesco Arca in “La Buona Stella” è Valerio, una persona che vive schiacciata dal peso del passato. Dopo la morte del fratello si è ritrovato da solo a dover gestire un padre anziano, malato di Alzheimer, che non si ricorda di lui e lo chiama costantemente col nome del figlio che non c’è più. Assorbito dal dolore del padre, Valerio non ha mai elaborato la propria di sofferenza, che riversa su Stella. Sarà proprio l’incontro con quella poliziotta ribelle e opposta a lui che scuoterà le certezze granitiche di Valerio, costringendolo a buttarsi nell’azione e nella vita come non faceva da tempo.


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