Marche

«Abbiamo investito per rafforzare il sito»


FANO «Ma come si fa a pensare che il gruppo intenda chiudere lo stabilimento di Fano?». Una domanda che, a suo modo, è anche la risposta allo stato di agitazione indetto dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. La rilanciano l’amministratore delegato di Mann + Hummel per l’Italia, Elena Santi, e Giulio Favero, responsabile del marketing. 

Il potenziamento

«Non è affatto una minaccia – affermano i due manager – il fatto che l’azienda abbia investito 40 milioni sullo stabilimento a Cerreto D’Esi. È, semmai, un rafforzamento del ruolo dell’Italia all’interno del gruppo, con benefici complessivi anche per Fano, e un impatto positivo sulla tutela dell’occupazione». Lo stato di agitazione indetto da sindacati riguarda aspetti sia di ordine contrattuale (welfare aziendale) sia di prospettiva per lo stabilimento fanese, che produce membrane per la divisione Acqua & Fluidi. «Negli ultimi 18 mesi – aggiungono Santi e Favero – 6 operai hanno ottenuto il contratto a tempo indeterminato, un’evidente indicazione di prospettiva. Inoltre, lo stabilimento di Fano ha ricevuto una linea per produzioni che prima erano effettuate solo negli Stati Uniti ed è coperto da impegni contrattuali per i prossimi 2 anni, elemento che oggi esclude scenari alternativi. Sia chiaro, poi, che la divisione Acqua & Fluidi opera in un settore in crescita costante e di conseguenza è interesse del gruppo svilupparla». Mann + Hummel è una multinazionale tedesca, che fattura 4,5 miliardi l’anno. La divisione Acqua & Fluidi occupa in totale oltre 400 dipendenti e ha sedi in Cina, negli Stati Uniti, in Germania e, appunto, in Italia. «Le nostre membrane – spiega Favero – filtrano acque di qualsiasi tipologia: di mare, inquinate, nere, industriali. Altri impieghi riguardano i settori tessile, farmaceutico, dialisi in particolare, alimenti e bevande». La divisione Acqua & Fluidi è dunque il trampolino di lancio verso un mercato che si prevede in forte espansione. «Mann + Hummel – argomenta Favero – sta spostando in Italia il baricentro della produzione. La competenza, il saper fare dei colletti blu locali è un fondamentale vantaggio competitivo».

Il dialogo

«Il confronto con le parti sociali – argomenta Santi – è per noi un elemento importante. L’azienda rimane pienamente disponibile a un dialogo costruttivo, orientato a soluzioni sostenibili nel tempo e realmente a tutela dei lavoratori. Il nostro impegno è di portare elementi concreti e oggettivi che dimostrino la volontà di rafforzare la presenza del gruppo in Italia, creando al contempo le condizioni per una crescita solida e per la tutela dell’occupazione. Un approccio che riteniamo sia compreso e condiviso dalla grande maggioranza dei lavoratori».

Il nodo welfare

Conclude Santi: «A fronte di uno sforzo rilevantissimo come i 40 milioni per lo stabilimento a Cerreto D’Esi, l’investimento più alto negli ultimi 10 anni, l’azienda ha riconosciuto integralmente gli aumenti del contratto nazionale, senza assorbirli: una decisione non scontata. Inoltre, il 20% degli operai ha ricevuto aumenti di merito negli ultimi 18 mesi. Quanto al welfare aziendale, si tratta di un sistema legato alle performance annuali e la formalizzazione a metà 2025 è stata migliorativa per i dipendenti, in quanto non sono state considerate le assenze precedenti».




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