«Mi sono trovata senza soldi nella borsa»

SAN BENEDETTO Furti all’ospedale Madonna del Soccorso. Un’escalation di ammanchi nel giro di pochi giorni che hanno riguardato i reparti del pronto soccorso, ortopedia, geriatria e fisiatria del nosocomio locale. Quanto accaduto a fine marzo quando il primario del pronto soccorso, dottoressa Giusy Petrelli si è ritrovata con il portafogli aperto e con un ammanco di diverse centinaia di euro.
La stessa professionista aveva effettuato un bancomat il giorno prima, di conseguenza aveva diversi contanti in borsa. Da qui la denuncia e subito altri operatori dello stesso reparto, in particolare infermieri, hanno parlato di armadietti presenti negli spogliatoi, sempre dell’emergenza, ritrovati forzati. A quel punto si è compreso che all’interno del nosocomio circolasse un ladro. Segnalazione che ha portato al sequestro delle immagini che sono state riprese dalle telecamere dell’impianto di videosorveglianza presente all’interno della struttura. E solo una volta che si è saputo l’accaduto – e che anche da altri reparti sono arrivate testimonianze di altrettanti furti effettuati presso ortopedia, fisiatria e geriatria – le indagini si sono allargate.
«E’ disdicevole – commenta il primario Petrelli – soprattutto il fatto che tali furti vengano effettuati ai danni degli operatori che si prodigano per il proprio lavoro. In una struttura ospedaliera che dovrebbe essere un luogo sicuro». Della vicenda si sta occupando la polizia di Stato, visto che esiste un presidio permanente presente all’interno del reparto e gli agenti avrebbero avviato subito gli accertamenti per ricostruire le mosse dell’autore dei furti che sono stati denunciati. Per ora si pensa che a macchiarsi di tali reati sia qualcuno di esterno, che conosce però bene i reparti e che abbia seguito il primario per poi sottrarle i soldi all’interno del suo studio nell’ora di pranzo, ma che già aveva collezionato colpi nella stessa struttura. Episodi comunque che mettono a repentaglio la sicurezza del personale e dei pazianti all’interno di un presidio sanitario che non dovrebbe registrare tali problematiche.




