Trentino Alto Adige/Suedtirol

«Takk, Paganella»: il grazie dei campioni norvegesi di sci ad Andalo – CRONACA



«Takk, Paganella!» Due parole di gratitudine e di ringraziamento della nazionale norvegese di sci olimpico e paralimpico per il grande lavoro svolto dalla stazione sciistica trentina per la preparazione olimpica.

È piacevole la sorpresa nell’uovo di Pasqua inviata a Marco Dallapiccola dagli sciatori scandinavi che per tutta la stagione invernale si sono allenati sulle piste di Andalo per preparare le gare di Coppa del mondo, dei Giochi olimpici di Milano Cortina e di fine stagione sulle piste dei Giochi olimpici di Lillehammer 1994.

LA COPPA DI CRISTALLO DI ATLE LIE MCGRATH

Un grazie capace di racchiudere grandi amarezze e grandi gioie. Come dimenticare le lacrime di Atle Lie McGrath sdraiato nella neve al limitare del bosco a fianco della pista olimpica dove poco l’uscita di gara nella seconda manche gettando così al vento l’oro dello slalom dopo aver guidato la prima manche? E poi l’entusiasmo sul podio dopo la vittoria nella medesima gara ad Hafjell?

Infine, le lacrime di gioia nell’alzare al cielo l’agognata Coppa di Cristallo di specialità frutto di una stagione impreziosita da tre vittorie (Alta Badia, Wengen e Kranjska Gora) e da otto presenze complessive sul podio. Un bottino da grande campione capace di cancellare i bocconi amari inghiottiti durante l’inverno.

 

TIMON HAUGAN E IL MAL DI SCHIENA, I BENEFICI EFFETTI DEI MONOTERPENI

Due invece i successi di Timon Haugan (Val d’Isere e Lillehammer, in chiusura di stagione) finito ai piedi del podio nello slalom di MilanoCortina2026 e altre quattro volte in stagione. “La cosa incredibile – rivela – è che in Paganella mi è finalmente sparito il dolore alla schiena che mi ha limitato per gran parte della stagione”.

Quasi a voler confermare quanto da tempo sostiene Francesca Clamentel, una delle anime di VisitPaganella diretta da Luca d’Angelo, circa i benefici effetti delle sostanze emesse dalle foreste della montagna trentina e in particolare del faggeto di Fai della Paganella: il merito è dei monoterpeni e ioni negativi, essenziali – spiega – Queste sostanze, insieme a un’elevata qualità dell’aria, migliorano il sistema immunitario, riducono lo stress e potenziano le difese naturali, offrendo benefici psicofisici significativi. Le piante rilasciano queste molecole attive, che inalate stimolano le cellule natural killer (NK), rinforzando il sistema immunitario.

Insomma, sono protagonisti di quella che viene definita la terapia forestale. Un patrimonio a disposizione di chi soggiorna almeno una settimana in questo angolo di paradiso montano del Trentino

LE STAR DELLO SCI FEMMINILE, DA MIKAELA SHIFFRIN A THEA LOUISE STJRNESUND

Forse non è quindi un caso se anche la grande sciatrice americana abbia ripreso la sua attività agonistica fa proprio ad Andalo dopo l’incidente accaduto a Cortina d’Ampezzo nel 2023.

Ma in Paganella si è poi allenata la squadra femminile con Thea Louise Stjrnesund, la bionda sciatrice che proprio ad Andalo ha messo le premesse per l’incredibile medaglia d’argento olimpica vinta a pari merito con la svedese Sara Hector nel gigante dominato all’azzurra Federica Brignone. È bella e brava la sciatrice norvegese  che studia da stilista e ha disegnato le tute olimpiche della nazionale norvegese, sfoggiate per la prima volta proprio in Trentino a Casa Norvegia, punto di ritrovo per tutta la stagione non solo degli atleti del Nord ma anche dei turisti che hanno affollato la stazione sciistica trentina al cospetto delle Dolomiti di Brenta.

JESPER SALTVIK PEDERSEN, IL CAMPIONE PARALIMPICO

Promesse mantenute anche l’atteso protagonista nello sci alpino sitting della Paraolimpiade Milano Cortina 2026: il norvegese Jesper Saltvik Pedersen ha conquistato un oro, un argento e un bronzo e a 26 anni ha portato a 26 medaglie conquistate in carriera tra Mondiali e Paralimpiadi di cui ben 14 medaglie d’oro ovvero otto mondiali e sei paralimpiche.

Non gli è riuscito il filotto del suo connazionale Johannes Høsflot Klæbo protagonista in Val di Fiemme delle gare olimpiche di sci nordico con quattro medaglie d’oro nelle prove individuali e due nelle staffette. Ma ancora una volta si è dimostrato tra i grandi protagonisti della disciplina.

Paralizzato dalla vita in giù dalla nascita a causa della spina bifida, questo fantastico atleta è la prova vivente che il duro lavoro e la dedizione possono regalare risultati insperati e nel suo caso consentirgli di salire ripetutamente sul gradino più alto di un podio. Ma anche di conquistare per sette volte la Coppa del Mondo generale negli ultimi nove anni (altri piazzamenti un secondo e terzo posto) e per 21 volte le Coppe di specialità.

“Sono cresciuto cercando di concentrarmi sulle possibilità, non sugli ostacoli. Che tu abbia davvero il coraggio di difendere chi sei e ciò che vuoi, questo è importante. Perché quando desideri qualcosa con tanta forza, c’è ben poco che possa fermarti. Devi accettare le tue capacità e lottare”

Con Jesper Saltvik Pedersen anche Magnus Valø Balchen, Marcus Grasto Nilsson e Bernt Marius Rørstad.

La presenza degli atleti paralimpici norvegesi sull’Altopiano della Paganella non è casuale: da un lato rientra nei rapporti amicali instaurati da tempo con la Federazione norvegese di sci e dall’altro rappresenta una sorta di ciliegina sulla torta rispetto ai progetti di inclusione avviati da tempo da VisitPaganella. Dettagli apprezzati da Jesper Saltvik Pedersen che  ha portato in Trentino uno dei suoi trofei di Cristallo, assegnati annualmente al vincitore della Coppa del Mondo.

E ORA IL CICLISMO CON IL GIRO D’ITALIA… DA MERCKX A MOSER

E ora si guarda all’estate e al ciclismo che vedrà la Paganella protagonista, tra l’altro, nel prossimo Giro d’Italia con l’arrivo ad Andalo – già “battezzato” sci ai piedi da Moser e Cipollini – nella tappa del 27 maggio con partenza da Cassano d’Adda e la partenza il giorno dopo da Fai della Paganella verso Pieve di Soligo.

La corsa rosa torna ad Andalo dieci anni dopo la vittoria dello spagnolo Alejandro Valverde nella tappa che partì da Bressanone. Nella classifica finale finì terzo preceduto dal colombiano Esteban Chaves e da Vincenzo Nobali, ultimo italiano a conquistare il Giro.

L’esordio avvenne nel 1973 con la Verona – Andalo vinta dal belga Eddy Merckx con un arrivo solitario (dopo aver scalato il Bondone) davanti a Felice Gimondi e Giovanni Battaglin staccati di 46 secondi. Il cannibale belga si impose poi nella classifica finale.

In quell’edizione del Giro Francesco Moser conquistò il primo successo da professionista aggiudicandosi con la maglia della Filotex la Bolsena – Firenze, cinque giorni primo l’arrivo in Trentino. C. L.




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