Marche

Stop ai ricorsi, accordo fatto tra Comune e Inwit: Campofilone avrà l’antenna 5G a Borgo San Patrizio

CAMPOFILONE – L’antenna 5G a Campofilone si farà. Il Comune ha trovato l’accordo con la Inwit, società delle infrastrutture wireless italiane, dopo un lungo contenzioso che ha finito per pesare anche sulle casse dell’ente. Il commissario prefettizio, Valerio Giuseppe Di Rollo, supportato nella gestione straordinaria del Comune valdasino dall’avv. Carlo Popolizio, ha infatti approvato una delibera che fissa i termini per chiudere la controversia con la Inwit.

L’antenna 5G a Campofilone si farà. Il Comune ha trovato l’accordo con la Inwit, società delle infrastrutture wireless italiane, dopo un lungo contenzioso che ha finito per pesare anche sulle casse dell’ente. Il commissario prefettizio, Valerio Giuseppe Di Rollo, supportato nella gestione straordinaria del Comune valdasino dall’avv. Carlo Popolizio, ha infatti approvato una delibera che fissa i termini per chiudere la controversia con la Inwit, raggiungendo di fatto un accordo col privato, in forza del quale si mettono al riparo da altri possibili contenziosi proprio le casse comunali. Stop, dunque, ad ogni ulteriore ricorso. La stazione radio base per la rete 5G si farà a Borgo San Patrizio, luogo originariamente individuato dalla Inwit che aveva ottenuto, per silenzio-assenso, una autorizzazione a procedere con i lavori nell’area indicata. Salvo poi, come ricostruisce la delibera, trovarsi di fronte alla impossibilità di accedere al sito conseguentemente ai lavori di messa in sicurezza della strada Molino prima e della chiesa di San Patrizio poi, danneggiata dal sisma del 2022. L’unica strada percorribile risultava insomma impraticabile per i mezzi della società.

Da qui è scaturita una lunga serie di ricorsi e procedimenti amministrativi, che hanno interessato Tar e tribunale ordinario, fino all’ultimo giudizio ancora pendente innanzi al foro di Fermo con cui la Inwit chiede, tra le altre cose, la temporanea rimozione dell’impalcatura e un risarcimento di 5.000 euro per ogni giorno di ritardo in caso di accoglimento del ricorso stesso.  Il Comune, d’altra parte, si legge nella delibera «si trova inoltre a perseguire l’ulteriore interesse a tenere indenne le casse comunali dalle paventate richieste risarcitorie al cospetto di un titolo autorizzativo alla installazione legittimo ed inoppugnato». Quanto basta, insomma, per spingere la gestione commissariale a trovare un accordo. A marzo, i rispettivi tecnici hanno effettuato un sopralluogo presso la chiesa valutando la fattibilità di una temporanea rimodulazione dell’impalcatura per il tempo necessario a consentire il passaggio dei mezzi della Inwit. Impalcatura che, nel frattempo, il Comune ha deciso di acquistare visto che il nolo poteva costare anche 165 mila euro per ogni anno salare. L’accoro tra le parti prevede che la Inwit si faccia carico dei costi per modificare l’impalcatura rinunciando al contempo a tutte le azioni legali in corso e ad eventuali richieste risarcitorie future, comprese le spese di giudizio già maturate. Il Comune, dal canto suo, si obbliga ad adottare, in tempi brevissimi, tuti gli atti amministrativi necessari all’avvio degli interventi. Per chiudere questo iter si è resa necessaria una variazione di bilancio da 20 mila euro per gli spetti tecnici legati all’intervento. Peraltro, l’antenna che andrà installata rientra tra le opere finanziate dal Pnrr per lo sviluppo della rete ultraveloce e quindi di per sé rappresenta un’opera di pubblica utilità. Nel motivare l’adozione del provvedimento, il commissario prefettizio fa riferimento alla «convenienza economica della transazione stessa in relazione, da un lato, alla fattibilità tecnica della temporanea rimodulazione della impalcatura, i cui costi vengono peraltro assunti e sopportati interamente dalla Inwit» e, ai rischi legati all’incertezza del giudizio «tenuto conto della natura e delle potenziali conseguenze finanziarie delle pretese sopra riportate, con la conseguenza che accogliere la proposta transattiva consentirebbe di evitare l’alea negativa insita nel giudizio e permetterebbe di contenere le spese legali per il Comune di Campofilone». Si chiude così una lunga vicenda  che esce di fatto anche dalla imminente campagna elettorale.

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