Marche

tre indagati per la morte del 12enne


SAN BENEDETTO Sono tre gli indagati per la morte di Matteo Brandimarti di 11 anni. La Procura della repubblica di Rimini, che aveva aperto un fascicolo nei confronti di ignoti, ha modificato l’ipotesi di reato, da lesioni gravissime a omicidio colposo e ieri anche individuato in tre persone, legate all’Hotel Duca del Montefeltro, struttura di Pennabilli dove si è consumata la tragedia, i possibili responsabili di una morte assurda.

 

La vicenda

A difendere la famiglia è stato chiamato l’avvocato ascolano Umberto Gramenzi, professionista che peraltro è stato già il legale della famiglia di Pamela Mastropietro, la giovane uccisa e fatta a pezzi a Macerata. «Il mio cliente – dice in riferimento al padre di Matteo, Maurizio Brandimarti, al momento è scioccato per tutto quanto è accaduto in questi giorni. Vuole soltanto giustizia e sapere come sia stato possibile che un ragazzino della sua età possa essere stato risucchiato dal bocchettone di una vasca per idromassaggio e sia potuto affogare in pochi centimetri di acqua senza che nessuno abbia potuto far nulla per strapparlo alla morte».

La tragedia

«Il papà di Matteo ci ha provato in tutti i modi a salvarlo – prosegue il legale che ha raccolto il racconto del genitore -. Il padre era lì, cercava di tirarlo via ma non ci riusciva perché la forza dell’idrovora era incredibilmente potente. Poi, quando l’impianto è stato spento e il ragazzino è stato liberato dalla trappola nella quale era rimasto incastrato ha indicato al padre la propria bocca con un ditino: gli stava comunicando che non riusciva più a respirare prima di perdere conoscenza definitivamente».

Momenti drammatici vissuti da tutta la famiglia, dalla mamma Nicoletta Sprecacé e dagli zii che si trovavano con il ragazzino – che avrebbe compiuto 12 anni tra poco – in una struttura 4 stelle Superior, quindi molto attrezzata e controllata. Ma ci sarà tempo, da parte della Procura della Repubblica, guidata da Alessia Mussi, per stabilire cosa è andato storto in quella maledetta domenica di Pasqua. A disposizione, oltre alle testimonianze raccolte dai carabinieri agli ordini del tenente colonnello Claudio Scarponi e alle successive indagini, anche un dossier del Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Rimini. Una prima relazione con elementi utili a valutare lo stato della vasca di idromassaggio, l’eventuale presenza di grate, il grado di manutenzione e tutto quanto potrà essere utile a ricostruire quegli interminabili minuti tra l’immersione e l’incidente. Elementi d’indagine preziosi emergeranno dall’esame autoptico. Con la sua morte prematura Matteo ha già dato la vita ad altri bambini.

L’autopsia

L’autopsia è prevista per domani alle 14. L’iscrizione di tre persone nel registro degli indagati è stata fatta proprio a garanzia dei soggetti coinvolti, per dargli la possibilità di nominare avvocati difensori ed eventuali consulenti tecnici per seguire l’esame autoptico. Per la famiglia ci sarà il consulente di parte, il medico Claudio Cacaci, già direttore del dipartimento dipendenze patologiche dell’Area Vasta 5 e docente universitario.




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