doveva essere pronto a luglio 2022 e siamo ancora alle fondamenta
ANCONA L’orologio corre, ma del nuovo Salesi non c’è ancora traccia. Eppure, stando ai tempi del primo progetto, datato 2019, il nuovo ospedale materno-infantile sarebbe dovuto diventare operativo già nel luglio del 2022. Così, evidentemente, non è stato. Ed ora sfuma anche l’ultima deadline in ordine temporale, quella di dicembre 2027: con la crisi della Rizzani De Eccher (debiti per un miliardo) e il risanamento in corso, il cantiere di via Conca viaggia ormai per inerzia, guarnito soltanto con tre operai e tre tecnici. Tutti gli altri sono stati mandati a casa subito dopo Natale, compresi i subappalatori.
Ma si tratta soltanto dell’ennesima promessa mancata per quanto riguarda il futuro del nosocomio dei piccoli di Ancona, oggi stretto nella sede vecchia e fatiscente di via Corridoni, al Passetto. Se poi ricordiamo che di trasferire il Salesi a Torrette, affianco all’ospedale regionale, se ne parla almeno dal 2004, questi 22 anni di nulla condito a promesse mancate diventano pesanti come un macigno. Ma il passato è passato, e allora concentriamoci sui tempi più recenti. Partiamo dal 2019, quando venne affidato l’attuale appalto per la costruzione dell’ospedale. L’obiettivo era quello di averlo in funzione entro luglio 2022, come già detto. È vero, in mezzo c’è stata la pandemia da Covid 19 e non soltanto il nuovo Salesi si è fermato.
Gli inciampi
Però non può esserci soltanto l’emergenza sanitaria dietro il maxi-ritardo di quasi 4 anni che finora ha accumulato la realizzazione della nuova struttura ospedaliera. Basti pensare che le demolizioni necessarie a far spazio alla struttura, alle spalle dell’ospedale regionale di Torrette, sono cominciate soltanto nell’estate del 2024, con l’obiettivo di vedere inaugurato il presidio entro il 2026. Altro obiettivo mancato. Prima di partire, si è attesa una maxi-variante che ha fatto lievitare i costi a 84 milioni di euro, aggiungendo un piano e accorpando la ginecologia al resto della struttura materno-infantile. Variante sulla quale anche l’Anac ha indagato, tra costi monstre e tempi diluiti.
Il nodo
Sembrava tutto risolto, e invece no. In due anni di lavori, infatti, siamo ancora alle fondamenta dell’ospedale. A questo punto, dopo Natale, si sono praticamente arrestati i lavori. Il cantiere è aperto, è vero, ma data la condizione dell’azienda e il numero esiguo di operai (3 invece dei soliti 30), si tratta perlopiù di una operazione di facciata. E chissà quando ripartirà (davvero) il cantiere. Parlare ora di una data di fine lavori, invece, è praticamente fantascienza.




