Friuli Venezia Giulia

Passaggi a livello, Mansi dorme in tenda per protesta


È cominciata la protesta di Matteo Mansi, il consigliere comunale del Pd che da stasera dormirà in tenda a fianco del passaggio a livello in via del Bon. La ragione è la stessa per cui Mansi si batte da anni insieme al comitato che porta il suo nome: rimuovere i passaggi a livello che attraversano Udine. Vicino alla piccola tenda in cui passerà le prossime notti il consigliere comunale, c’è un tavolino con i moduli per la raccolta firme per chiedere le dimissioni dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante, ritenuta dai manifestanti la principale responsabile della situazione. 

“Chi fa male il proprio lavoro deve andare a casa”

“Sono vent’anni che la situazione non cambia, ora terremo il presidio qui finché non avremo risposte dall’amministrazione regionale”. Ha esordito così Matteo Mansi, che ha chiamato a raccolta anche i consiglieri regionali di opposizione: “Li invito qui il 18 aprile, per far sentire la nostra voce tutti insieme. Colore che invece dormiranno sicuramente con me saranno Andrea Di Lenardo, di Avs-Possibile, Giancarlo Ballotta del Pd e Claudio Vicentini di Europa verde”. Mansi ha poi attaccato l’operato della giunta Fedriga: “Se un allenatore fa male il proprio lavoro va a casa, perché non vale anche per i nostri politici? Io come consigliere comunale prendo 100 euro al mese, gli assessori 15mila, gliene diamo anche 30mila se vogliono, ma almeno che portino risultati. Il problema è — ha continuato Mansi — che gli assessori e i ministri cambiano continuamente ambito, perché dalle Infrastrutture qualcuno dovrebbe passare agli Interni, o viceversa? Per quello i politici devono venire sul territorio e ascoltare i cittadini, cosa che Amirante si rifiuta di fare”.

“Dal 2019 eliminati 600 passaggi a livello, ma a Udine no”

“Udine dovrebbe entrare nel XXI secolo, come il resto dell’Italia. Solo qui si vedono ancora i passaggi a livello passare attraverso il centro cittadino”. Lo dice Enrico Bovino, portavoce del comitato “Udine Sud Respira!”, anch’egli presente al presidio: “Se fosse dismessa la ferrovia si potrebbe realizzare una pista ciclabile che collegherebbe la stazione al Bearzi. Anche il cavalcavia in via Simonetti non avrebbe motivo di esistere, se non ci fosse la ferrovia sotto. I passaggi a livello portano solo svantaggi per i residenti: inquinano, svalutano gli immobili del quartiere, e addirittura, impediscono alle ambulanze di fare il loro lavoro. Dai politici della Regione sono uscite solo bugie, come quella sulla nomina del commissario straordinario, che non è mai avvenuta. Dal 2019 la Rete ferroviaria italiana ha smantellato 600 passaggi a livello. Perché a Udine no?”

“Vogliono favorire il porto di Trieste”

Una risposta alla domanda di Bovino se l’è data Margherita Bonina, esponente del comitato per l’eliminazione dei passaggi a livello: “La Regione si oppone perché vuole favorire il traffico merci dal porto di Trieste. Io dico: che si facciano loro una linea ferroviaria! Siamo andati anche sotto al palazzo della Regione per chiedere ad Amirante di ascoltarci. Non ha voluto farlo”. 

 


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